attualità (10-04-2016)

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PREDICARE  LA MISERICORDIA DI DIO

Il primo compito della chiesa è quello di predicare il messaggio della misericordia. Specie nella situazione odierna, nella quale vivono come se Dio non esistesse, esso non può essere messo in secondo piano. Deve penetrare nel cuore del messaggio del vangelo e mettere il messaggio di Dio misericordioso al centro. La chiesa non deve predicare un Dio pallido, vagp, genericamente generoso e filosoficamente astratto, né parlare in termini puerili e banali del “buon Dio” o incutere timore con l’immagine di Dio che giudica e condanna, ma deve lodarlo con i salmi per la sua misericordia che mai si esaurisce e presentarlo come “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Cor 1,3), “ricco di misericordia” ( Ef 2,4). Deve raccontare la storia del Dio misericordioso con gli uomini così come è testimoniata nell’Antico e nel Nuovo Testamento, spiegare questa storia così come ha fatto Gesù nelle sue parabole e rendere testimonianza a Dio che ha rivelato definitivamente la propria misericordia nella morte e risurrezione di Gesù.
Nella predicazione la chiesa deve mostrare che la storia delle manifestazioni della misericordia di Dio si realizza per noi oggi v(Lc 4,21).
L’attualizzazione del messaggio della misericordia di Dio riveste una particolare importanza nel contesto della nuova evangelizzazione. Essa, infatti, non può predicare nessun nuovo vangelo, ma deve attualizzare l’unico e medesimo vangelo nella situazione odierna. Tale predicazione raggiungerà il cuore degli ascoltatori solo se parlerà concretamente di Dio di fronte ai bisogni e alle sofferenze degli uomini e se li aiuterà a scoprire il Dio misericordioso nella storia della loro vita.
Non serve criticare il mondo moderno e gli uomini di oggi, tra i quali ci siamo anche noi,; dobbiamo chinarci con misericordia sulla situazione odierna e dire che, al di là di tutte le nebbie e spesso anche delle tenebre del nostro mondo, vigila il volto misericordioso di un Padre che è buono, che conosce e ama ogni singolo e che sa di che cosa abbiamo bisogno (Mt 6,8.32).
La nuova evangelizzazione può dire ai lontani da Dio e dalla chiesa che Dio era loro vicino anche quando pensavano di essere lontani da lui e che, come il padre, nella parabola, andò incontro al figlio prodigo, così egli aspettava anche loro per accoglierli di nuovo e ridare bloro La dignità e i diritti di figli (Lc 15,20-24). Egli li accoglie come il buon samaritano sul ciglio della strada, si china su di loro e fascia le loro ferite (Lc 10,30-35);va loro dietro, q1ualora si siano smarriti e cacciati in qualche brutta situazione, come il buon pastore, li prende sulle proprie spalle e li riporta pieno di gioia alla comunità dei cristiani. Possiamo assicurare coloro che si sono allontanati, e che spesso sono più vicini di quel che pensiamo, che in cielo si fa più festa pe3r unico peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di convertirsi ( Lc 15 3-7).

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