Attualità (13-01-2013)

GIORNATA MONDIALE DEI MIGRANTI

Le comunità della nostra Unità Pastorale, dal maggio del 2011 hanno sostenuto l’accoglienza di una ventina di profughi di varie paesi del sud del mondo provenienti dalla Libia e approdati a Lampedusa. L’iniziativa era partita da una pressante richiesta rivolta al Ce.I.S. dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca. Il Ce.I.S., associazione di volontariato, fondata da don Bruno nel 1976 su incarico di Mons. Agresti, che, da allora,  opera nell’ambito del disagio e dell’emarginazione sociale, ne ha ospitati trenta, collocandoli in strutture diverse tra cui “La Ficaia”.
Alcuni volontari si sono impegnati ad insegnare loro la lingua italiana, ad inserirsi nel territorio, a risolvere le loro posizioni giuridiche e legali e ad inserirsi nel lavoro.. E’ stato un aiuto prezioso, che ha comportato anche la condivisione delle loro fatiche, delle loro speranze di una vita dignitosa e l’impegno per aprire strade di accoglienza e di pacifica convivenza con la comunità circostante.
Queste finalità non sono state facili, a causa anche della scarsa collaborazione delle istituzioni locali.
Finora, a livello istituzionale, l’accoglienza è stata gestita, dal sistema della Protezione Civile.
Ora, dopo più di un anno e mezzo, l’esigenza fondamentale è quella di uscire dall’emergenza e predisporre programmi organici di integrazione individuali con strumenti e risorse sicure.
Attualmente i profughi ospiti de “La Ficaia”  sono 18, diversi di loro sono conosciuti anche da una buona parte della popolazione, perché incontrati a “La Ficaia” o in altre occasioni della nostra comunità. Alcuni, cattolici, sono spesso in chiesa, qualcuno ha lavorato per conto di persone e famiglie, facendosi stimare per l’affabilità e le capacità. Ormai fanno parte di noi. Le forze dell’ordine hanno esercitato una attenta sorveglianza, e non si è mai avuto notizie che qualcuno degli ospiti sia incorso in situazioni di violenza, delinquenza e illegalità.
Ora restano da risolvere i problemi delle abitazioni, del lavoro, della assistenza sanitaria e sociale, e, per quasi tutti, quella del permesso di soggiorno, senza il quale tutti gli altri problemi non sono risolvibili.
Il Ce.I.S. continuerà ad accompagnare i profughi nelle pratiche per i permesso di soggiorno, ma un modo concreto per uscire dall’emergenza e muoversi verso la normalità potrebbe essere quello dell’adozione, da parte di persone e famiglie delle nostre comunità di uno di loro, coltivando così la nostra capacità di accoglienza nella vita quotidiana con generosità e efficacia. “Ero forestiero e mi avete ospitato”. Cristiani e persone di buona volontà dell’Unità pastorale, non abbiate paura: “Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!” che oggi bussa col volto di un povero straniero, che chiede di stare con noi. La gioia del bene compiuto  sarà anche pegno di pace per il futuro delle giovani generazioni. Ecco un modo concreto di celebrare l’odierna Giornata Mondiale delle Migrazioni.

 

 

 

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