Attualità (13-12.2015)

MISERICORDIA, TEMA ATTUALE, MA DIMENTICATO

Il secolo XX è stato un secolo terribile, e il XXI, cominciato con L’11 settembre 2001, non permette finora di dire che sarà un secolo migliore. Nel XX secolo abbiamo conosciuto due sistemi totalitari brutali, due guerre mondiali, numerosi eccidi etnici e di massa; nel XXI secolo stiamo assistendo alla minaccia di un terrorismo spietato, di ingiustizie che gridano vendetta al cospetto di Dio, a bambini vittime di abusi e che muoiono di fame e in mare, a milioni di uomini in fuga, a crescenti persecuzioni di cristiani, a devastanti catastrofi naturali sotto forma di terremoti, eruzioni vulcaniche, tsunami, inondazioni, siccità catastrofiche. Tutte queste cose ed altre ancora sono “segni dei tempi”.
Di fronte a questa situazione sembra difficile parlare di un Dio onnipotente e, nello stesso tempo, giusto e misericordioso.
Dov’è Dio? Perché permette tutto questo? In effetti la sofferenza innocente è per molti, oggi, motivo di ateismo..


Parlare di Dio è difficile anche per coloro che credono in lui, perché non trovano la parola giusta di fronte alla sofferenza infinita e ingiusta. Tutti questi ed altri argomenti hanno portato a far sì che Dio non esista più per molte persone, o, perlomeno, a vivere come se Dio non esistesse. Sembra addirittura che molte di queste persone vivano meglio di tanti credenti. Così è cambiata la natura del problema di Dio. Se per molti Dio non esiste, o lo vivono con indifferenza, allora non ha più senso la protesta contro Dio. L’abbandono delle risposte antiche non hanno trovato una sostituzione; si è creato un vuoto. Molti riescono a sopportare con coraggio questa situazione e meritano rispetto. Altri sono da essa gettati nella disperazione, perché, come dice A. Camus l’uomo non nega solo Dio, ma, con la negazione di Dio, nega anche se stesso.
Tante persone percepiscono la serietà di questa situazione e si rimettono alla ricerca. Ci sono molte più persone che cercano e molti più pellegrini anonimi di quanto abitualmente supponiamo. Essi sentono che, se noni si pone più la questione del senso, l’uomo rinuncia ad essere uomo e perde la sua vera dignità. E’ necessario riprendere la riflessione su Dio; e non solo sulla sua esistenza, ma, soprattutto sulla sua benignità, sulla sua misericordia, sulla sua consolazione, affinchè a nostra volta possiamo consolare gli altri.
S. Agostino, stando a quanto egli stesso dice, ha sperimentato nella sua vita la vicinanza e la misericordia di Dio, in modo particolare quando si sapeva da lui lontano: “Sia lode a te, fonte delle misericordie. Io divenivo più misero e tu più mi avvicinavi” (Confessioni”. E aggiungeva che prima di elevare la propria lode a Dio bisognerebbe fermarsi a considerare le manifestazioni della sua misericordia. In effetti dovremmo tacere su Dio, se non sapessimo annunciare agli uomini il messaggio della sua misericordia. Dopo tutte le terribili esperienze del XX secolo e dopo quelle dei primi 15 anni del XXI, la questione della misericordia di Dio e degli uomini misericordiosi è più urgente che mai, come più volte ha affermato Papa Francesco.

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