Attualità (16-02-2020)

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LA BEATITUDINE DEL CUORE CHE ASCOLTA E VIVE LA PAROLA

Qual è il luogo in cui vengono assunte le decisioni? Non è una domanda scontata o banale. Il nostro tempo si caratterizza per una incapacità a fare scelte definitive, per la paura di coinvolgersi in modo definitivo e irrevocabile, assumendosi le proprie responsabilità. L’uomo non è fatto solo di neuroni: egli è anche anima, parola che indica la sintesi della volontà,dell’intelligenza, della memoria e, dunque, della libertà.
La tradizione ebraica e cristiana vede proprio nel cuore puro la capacità di discernere i pensieri che si alternano nella persona e di prendere delle decisioni libere. Ne viene dunque che il comandamento,, nella sua attitudine a sigillare il patto di alleanza fra Dio e l’uomo, è un dono che interpella la libertà dell’uomo.
Buona parte dei fedeli che vengono alla messa sono cresciuti con una catechesi che ha presentato i comandamenti non tanto come parole di vita volte a garantire l’alleanza, quanto piuttosto come un insieme di “detti” da imparare a memoria. In questo modo la legge è stata vista come un giogo al quale si è risposto con un’obbedienza formale, con un atteggiamento da schiavi e non da figli liberi. Non si è compreso che il fine ultimo della legge è quello di indicare la via per compiere il bene. Solo quando si è capaci di scorgere il carattere promettente della legge, la sua possibilità di additare una vita buona per sé e per gli altri, è possibile decidere liberamente, con tutta l’anima, con tutte le forze, con tutta la mente, e di obbedire alle parole e allo spirito della legge. Allora diventa chiaro il motivo per cui Gesù dice di essere venuto non per abolire, ma per portare a compimento l’alleanza antica: Cristo infatti si è fatto uomo per mostrare all’umanità la vita bella e buona che risplende in chi pratica la legge.
Per poter far propria questa realtà è necessario farsi assidui frequentatori e ascoltatori della parola di Dio, tanto da diventarne familiari e riconoscere che in essa si manifesta la vera sapienza.

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