Attualità (18-06-2017)

PERCHE’ CONFESSARSI  DA UN PRETE? (2)

Non si fa molta fatica a comprendere l’importanza del perdono. Ma rimane la domanda: perché devo chiedere perdono a un prete? E’ una domanda importante, perché ci permette di comprendere meglio il senso e il ruolo del prete nella comunità dei cristiani.
I preti sono, infatti, attraverso il ministero loro affidato in comunione con i vescovi, successori degli apostoli, e agli apostoli Gesù aveva affidato il compito di “perdonare i peccati” in suo nome.
Potremmo spiegare così:
Solo Dio può perdonare i peccati
Gesù è Dio: quindi può perdonare i peccati
Gesù ha dato questo potere agli apostoli e alla chiesa in essi rappresentata.
Quando un prete esercita il ministero della riconciliazione tra Dio e il peccatore obbedisce semplicemente al compito che Gesù gli ha affidato, che è mostrare la misericordia di Dio anche verso chi ha peccato.
Il prete che perdona i peccati rende visibile l’amore del Padre che riaccoglie il figlio fuggito lontano da lui.
Quando pensiamo che ci basta chiedere perdono a Dio nel nostro cuore, noi ci abbandoniamo al silenzio e alla solitudine di un perdono che non ha voce. La parola del prete in nome di Gesù spezza questa solitudine e ci permette di udire la parola: ” Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” che è parola di speranza.
C’è anche una seconda ragione per cui confessiamo i nostri peccati a un prete: noi non viviamo in un mondo astratto, ma concreto, fatto di incontri, relazioni, scontri, tensioni; un mondo in cui non viviamo da soli come in un’isola deserta, ma in comunione con gli altri.
Quando commettiamo il male, quando veniamo meno “in parole opere e omissioni” (che significano il bene non fatto), noi non compiamo semplicemente qualcosa che riguarda solo noi stessi, ma un gesto che riguarda gli altri, il mondo intero. I nostri gesti di bene e di male non sono senza conseguenze. Questo la Chiesa lo sa e per questo affida al prete il compito di rappresentare la comunità nella conferma del perdono.
Il prete esprime nel proprio ruolo la totalità della comunità che riaccoglie chi ha commesso qualcosa di male. Alle origini della chiesa, infatti, la confessione era pubblica, davanti a tutta la comunità; e, in nome della comunità, il vescovo ripeteva al peccatore le parole di Gesù: “Ti sono perdonati i tuoi peccati: va’ in pace”. (Lc 7,48-50). (continua)

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