attualità (18-10-2015)

IL GIUBILEO

Papa Francesco ha indetto, a partire dall’8 dicembre 2015 fino a fine novembre 2016, il “Giubileo della Misericordia”. Nella bolla di indizione e in una lettera inviata a Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, ha ribadito lo spirito con cui chiede ai cristiani e alle comunità di vivere questo anno. Deve essere un anno di conversione profonda da vivere non tanto in grandi manifestazioni e celebrazioni, ma anche e soprattutto nelle chiese locali, con percorsi di riflessione e di celebrazione dei sacramenti e di esperienze concrete di perdono, accoglienza e misericordia. La tentazione allo spettacolo, alle sceneggiature è sempre forte nell’uomo religioso, soprattutto quando la sua fede è poco vissuta o impegnata.
Il significato del Giubileo sta nel perdono generale (un tempo di chiamava “indulgenza”) aperto a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e con il prossimo. Così l’Anno santo diventa un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana.
L’apertura della porta santa è un rito simbolico che esprime il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un percorso straordinario verso la salvezza. Papa Francesco ha dato facoltà di aprire la porta santa, oltre che presso la basilica di S. Pietro e le altre basiliche romane, anche nelle diocesi, nella cattedrale o in altri luoghi che i vescovi indicheranno.
L’Anno Santo sarà dedicato al tema della misericordia ,molto caro a Papa Francesco, che già nel primo Angelus dopo la sua elezione aveva detto: “sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E’ il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo padre misericordioso che ha tanta pazienza”. Presso gli Ebrei il Giubileo era un anno dichiarato santo che cadeva ogni 50 anni, nel quale si doveva restituire l’uguaglianza a tutti i figli di Israele, offrendo nuove possibilità alle famiglie che aveva perso le loro proprietà e perfino la libertà personale. Il concetto era che la terra è di Dio, e l’uomo è sua creatura, fatta a sua immagine e somiglianza. In occasione dell’anno santo, tutto doveva essere rispristinato a questo principio.
Nella chiesa cattolica la tradizione dell’Anno santo ha avuto inizio nel 1300, con Bonifacio VIII che ne aveva previsto uno ogni secolo. Successivamente, per permettere ad ogni generazione di vivere almeno un Anno Santo, il giubileo ordinario fu cadenzato ogni 25 anni. Il giubileo straordinario, invece, viene indetto in occasione di un avvenimento di particolare, per es nelle ricorrenze della redenzione. Questo Giubileo è stato voluto da Papa Francesco nella ricorrenza del cinquantenario del Concilio Vaticano II°.

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