Attualità (19-07-2015)

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MIGRANTI E GRECIA… QUALE EUROPA?

Il problema dei migranti, la questione della Grecia… e l’Europa?
Per diversi statisti, anche italiani, l’Europa, meglio, la “Comunità Europea”, è stata un sogno e un ideale. Col passare del tempo il termine “comunità” è stato sostituito con “unione”, apparentemente più concreto e prammatico, ma sicuramente meno carico di ideali e di valori.
Tutto questo è il risultato dell’affermarsi del liberismo, dei nazionalismi e dei poteri forti della finanza, a scapito della solidarietà e del la libertà. Nel recente passato si è parlato anche della necessità di riaffermare i valori cristiani che stanno alla base della cultura europea, tra questi sicuramente l’accoglienza e la solidarietà. Oggi il valore preminente da difendere è il massimo profitto del singolo paese, delle singole banche, dei singoli investitori.
Si è parlato dell’Europa come “casa comune”; ad un convegno ecumenico che si svolse a Basilea nel 1990, proposi, in alternativa, col plauso del card. Martini, il modello della “tenda comune”, più cara al linguaggio biblico, precaria, mobile, aperta, capace non solo di proteggere chi è dentro, ma di accogliere tutti.
Quale dramma possono recare all’Europa qualche centinaia di migliaia di migranti che fuggono da paesi che noi impoveriamo con le guerre e lo sfruttamento neocoloniale delle loro materie prime? Quale crisi può portare all’Europa un paese come la Grecia, con soli 8 milioni di abitanti, un pil pari al due per cento di quello europeo e un’esportazione pari a quella di una provincia media del nord Italia?
La verità è che alla guida dell’Europa non ci sono più sognatori e idealisti, ma politici egoisti e attenti prima di tutto al mantenimento del consenso all’interno del proprio paese, populisti, predicatori della chiusura e del rifiuto, burocrati superpagati tesi a salvaguardare più i poteri che li proteggono che a promuovere il bene comune dell’Europa.
Un’Europa così rischia di non interessare più a nessuno, perché è vista come un peso e non come una risorsa. Aumenteranno, allora, quelli che ne vogliono uscire, o che ne vogliono diminuire i poteri, o che la vogliono usare solo per i loro interessi particolari.
Da strumento di solidarietà, l’Europa, si sta trasformando in strumento di globalizzazione dell’egoismo, dell’esclusione e dell’indifferenza.
Non so come si risolveranno i problemi dei migranti. Speriamo che siano risolti quelli del popolo (non delle banche) della Grecia.
Chi risolverà il problema più grande di tutti, che è quello dell’Europa?
Come la pensano al riguardo i credenti e i praticanti delle nostre comunità?
Le chiese hanno qualcosa da proporre, oltre alla difesa teorica e nominale delle radici cristiane

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