Attualità (2-09-2018)

LA CULTURA DELLO SCARTO

Stiamo vivendo un tempo di crisi, dice Papa Francesco; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. La persona umana è in pericolo: ecco l’urgenza dell’ecologia umana. La causa del problema non è superficiale, ma profondo: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia. La Chiesa lo ha sottolineato in varie occasioni, e molti dicono: è giusto…, ma il sistema continua come prima, perché a dominare sono le dinamiche di una economia e di una finanza senza etica. A comandare oggi non è l’uomo, ma il denaro. Ma Dio ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”, che tende a diventare mentalità comune. La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera, disabile o diversa e straniera, se non serve ancora, come il nascituro, o non serve più, come l’anziano. Questa cultura dello scarto ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione.
Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano del cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri valori economici. Il cibo che si butta via è come se venisse rubato alla mensa di chi è povero, di chi ha fame!
Nel racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, Gesù dà da mangiare alla folla con cinque pani e due pesci e “tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi avanzati: dodici ceste” (Lc 9,17). Gesù chiede ai discepoli che nulla vada perduto. Dodici è il numero delle tribù di Israele, rappresenta simbolicamente tutto il popolo. E questo ci dice che quando il cibo viene diviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri. Ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme. Vorrei allora, dice Papa Francesco, che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro.

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