Attualità (20-04-2014)

APPUNTAMENTI IMPORTANTI

Per Massarosa e la sua comunità si presentano, nel prossimo mese di maggio, due occasioni nelle quali i cristiani sono chiamati a dare il loro contributo; le elezioni del Consiglio della Misericordia, l’11 e le elezioni per il sindaco e il Consiglio Comunale, il 25.
La vera questione per i cristiani non è quale schieramento seguire, ma è quella di scegliere Cristo, ogni giorno, con una vita di fede autentica e, di conseguenza, con decisioni e comportamenti coerenti con il vangelo. Spesso il riferimento all’essere cattolici divide anziché unire. Non poche volte i cristiani si contrappongono tra loro. Ma proprio per questo occorre una impostazione precisa. Il posto dei cristiani è dentro la comunità; devono starci dentro, devono viverla, non basta dirsi nominalmente cristiani. E’ proprio stando dentro la comunità che si può avere quel legame con la gente senza il quale non è possibile occuparsi validamente del bene comune e si rischia di pensare di più ai propri interessi, a quelli della propria parte, o dell’istituzione che si governa.
Ma c’è un secondo posto dei cattolici: la povertà. Il posto nel quale i cristiani possono e devono costruire una casa comune è il servizio ai poveri, tutti quelli che soffrono a causa dell’emarginazione, dell’esclusione, della solitudine. Il cristiano che vuole impegnarsi negli ambiti del sociale e del politico deve essere preparato e continuare a prepararsi. Non ci si può improvvisare al servizio degli altri. Non basta mettere in campo semplicemente facce nuove, anche se il rinnovamento dei componenti dei Consigli è un buon segno che non si è attaccati alla sedia, ma si è disponibili al servizio. Occorrono persone serie e competenti.
La chiesa ha anche il compito di suscitare questa vocazione alla politica e al servizio. Non in forma di ingerenza, ma come orientamento e sostegno, sempre nel segno del bene comune e nell’interesse dei più poveri. Nelle parrocchie spesso si fa fatica a parlare di queste cose perché si ha paura delle contrapposizioni che possono nascere e delle accuse, ma questo è segno di immaturità e fragilità, che va combattuto e superato.
Il nostro territorio, a causa dello scarso interesse dei cittadini, cristiani compresi, al bene comune, corre il rischio della desertificazione culturale, morale e spirituale. Servono programmi, ma, ancora di più serve un’anima. E per ridare un’anima alla comunità serve, da parte di tutti, e soprattutto dei credenti, un “colpo d’ala”: più creatività, più dedizione, più coraggio.
La dimensione locale, come il Consiglio comunale e, ancora di più, quello della Misericordia, ha il vantaggio di restare sempre più umano, più vicino alla gente. I problemi si fanno meno lontani e indistinti, e le soluzioni sono più facilmente individuabili.
Il modello cristiano è il buon Samaritano: uno che di fronte al bisogno, all’uomo colpito e derubato dai briganti, soccorre e guarisce l’aggredito, “usa misericordia con lui”. L’altruismo pratico del samaritano indica la voglia di spendersi concretamente per il prossimo. E’ un servizio chiamato a declinarsi in varie forme. Perché solo il territorio dove grande e costante è l’attenzione all’altro sarà un territorio presidiato e dunque più sicuro. Più abitabile, non perché più controllato, più vivibile non perché più blindato, ma perché più umano e solidale. Il samaritano è uno straniero, che, a differenza del sacerdote e del levita, che sono del posto,, vede, si ferma, ha compassione del viandante aggredito e se ne prende cura Aggrediti e aggressori possono essere di qualsiasi nazionalità, lingua e religione.
Tutti dobbiamo fare la propria parte, prendendoci cura gli uni degli altri. Solo chi è solidale col prossimo è autorizzato a usare con coerenza l’aggettivo “cristiano”.

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