Attualità (20-10-2019)

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CRISTIANESIMO IN DISSOLUZIONE?

In Occidente, e soprattutto in Europa, il cristianesimo sembra vivere una situazione critica. Anche se, in verità, vi sono notevoli criticità dl cristianesimo e dei cristiani anche in altri Pesi del mondo.
I cristiani sono circa un terzo dell’intera popolazione mondiale, più di due miliardi di persone, di cui solo un quarto vivono in Europa. Fra qualche decennio tre/quattro cristiani su dieci vivranno nell’Africa subsahariana, in Paesi dove oggi i cristiani si trovano in una difficile situazione.
In Europa il processo di distacco dal cristianesimo appare, profondo e radicale. La cultura europea sembra essersi allontanata dalla visione cristiana dell’uomo e del mondo. Si è prodotto un grande vuoto esistenziale e spirituale che svaluta ogni valore e genera un uomo disincantato e indifferente al fatto religioso, con una visione radicalmente egocentrica della vita e delle relazioni.
L’indifferenza sembra essere la più grande “confessione religiosa” della vita, che non si può definire “nuovo paganesimo”, perché gli antichi pagani avevano una religione con un marcato senso del sacro. Si incontra ancora un certo desiderio di spiritualità quasi laica, ma è pure molto diffusa una indifferenza che sembra escludere qualsiasi possibilità di apertura verso qualcosa che trascende la quotidianità.
“Ma cosa succede se non c’è più niente di sacro, né Dio, né la vita? Non rappresenta questo la fine di tutte le culture e il ritorno alla barbarie?”: è l’interrogativo drammatico espresso qualche tempo fa dal card. Kasper.
L’oblio di Dio è la grande questione dell’Europa, dove la luce del cristianesimo è diventata fioca. Tuttavia il cristianesimo non sta scomparendo. Ci sono segni di ricerca di Dio e di vita spirituale, anche là dove il secolarismo radicale sembra aver eliminato la stessa sete di senso della vita. Il “rumore di fondo” del cristianesimo continua; non nelle sue espressioni tradizionali, che pure occupano quasi tutto il tempo e lo spazio della religione e dei suoi operatori, ma che sembrano non parlare più agli uomini di oggi che restano in ricerca. Si sta vivendo un “cristianesimo disseminato”. Una formula suggestiva, tutta da precisare, che lascia spazio all’inaudita “buona novella” e alla testimonianza di una nuova speranza per tutti.

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