Attualità (23-02-2020)

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SIATE SANTI

Gli animali ovipari covano al calore del loro corpo le uova, affinché si possa sviluppare l’embrione, ma, nel gergo comune il verbo “covare” si usa anche per indicare la prossimità di uno stato febbrile o di un malessere, o il maturare di un risentimento o di una vendetta che sorge rimeditando le offese ricevute.
La santità dei figli di Dio si rivela invece nella rinuncia all’azione del covare, per abbracciare lo stile generativo dell’amore: solo l’incontro libero e gratuito con l’amore di Dio porta a non odiare, a non vendicarsi, a correggere il prossimo con lo stile educativo del Padre che è nei cieli, il quale non si vendica, non la fa pagare, non tratta con severità. Dio ama smisuratamente. E i suoi figli, discepoli di Gesù, cercano di fare altrettanto.
Il comunicarsi al Corpo e Sangue di Cristo porta il credente a sentirsi intimamente appartenenti a lui, a essere innestati nella sua esistenza e a farsi capaci di un amare gratuito. Fare sacramentum significa proprio sigillare un patto che prevede l’impegno ad assumere lo stesso stile di Gesù con la gratuità del suo amore crocifisso. Il discepolo, infatti, non viene riconosciuto dalle parole, ma dalla sua disponibilità ad amare anche il nemico. Spesso si fa fatica a dare un nome al male che si compie, e ad accettare che possa accadere anche agli insospettabili di “covare odio e rancore” verso fratelli e sorelle della comunità.
L’autentico significato del culto della Madonna e dei santi consiste in questo: pregando coloro che la Chiesa ha riconosciuto memorie autentiche del Signore Gesù, noi chiediamo che lo stesso Spirito che ha animato e sostenuto la loro esistenza faccia altrettanto con la nostra vita.

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