Attualità (23-04-2017)

ENTRARE IN CHIESA…

Non ce ne accorgiamo, perché siamo distratti, sovrappensiero, di fretta… ma ogni volta che entriamo in chiesa per partecipare all’Eucarestia o anche solo per una breve visita, noi compiamo dei gesti coi quali professiamo la nostra fede. Il primo gesto che compiamo ci viene ormai d’istinto: immergiamo la mano destra nell’acqua santa delle pile all’ingresso della chiesa. E’ il gesto che ricorda il nostro battesimo, il nostro essere stati uniti a Cristo, il nostro essere diventati figli di Dio.
Con la mano bagnata tracciamo poi sulla nostra persona il segno della croce accompagnandolo con le parole: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”. E’ il segno della nostra fede. Ci ricorda l’amore di Gesù nella sofferenza della croce. Ci ricorda il dono della vita eterna (ecco perché il richiamo al battesimo) ed è un segno di purificazione: per questo lo si fa quando si entra in chiesa, ma non lo si ripete quando si esce.
Oggi spesso il segno della croce viene compiuto con distrazione, con noia, senza nemmeno compiere i segni giusti: viene banalizzato. Quando un bambino dà un bacio alla mamma lo fa come si deve, e ci mette il cuore; se un amato bacia la sua amata, lo fa con tutte le attenzioni di cui è capace.
Perché al Signore non siamo capaci di dare la stessa passione? Di vivere questo gesto ricco di memorie con un po’ di attenzione, di consapevolezza, di verità? Al segno di croce, così come ce lo ha insegnato la chiesa, non va aggiunto nulla; e va fatto bene: alle parole: “Nel nome del Padre” la mano destra è posata sulla fronte, mentre la sinistra è sul cuore; “… e del Figlio…” la mano destra si sovrappone alla sinistra che rimane ferma sul cuore, “… e dello Spirito…” la mano destra tocca la spalla sinistra; “…Santo…” tocca quindi la spalla destra; “Amen”, le mani si raccolgono davanti al petto. “Amen” non “Così sia” che è una traduzione riduttiva e imprecisa. Amen vuol dire: “Sono consapevole di quello che sto compiendo, lo accolgo, lo voglio vivere…”. Non serve baciare la mano, né aggiungere altre parole. E’ un di più che non aggiunge nulla.

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