attualità (6-01-2016)

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TRACCE DI MISERICORDIA NELLE RELIGIONI: L’ISLAM.

In Europa è in primo piano l’incontro con l’islam. Esso ha le sue radici in alcune tradizioni antico e neotestamentarie ed è spesso annoverato, assieme all’ebraismo e al cristianesimo, tra le religioni monoteistiche abramitiche. Non bisogna, tuttavia, sorvolare sulle differenze fondamentali nella concezione di Dio (la Trinità) e nella cristologia (figliolanza divina e morte in croce di Gesù).
Nei diversi strati del Corano si trovano affermazioni diverse a proposito del rapporto con i cristiani.
Tutte le 114 sure del Corano cominciano (ad eccezione solo di una) con le parole: “Nel nome di Dio, clemente e misericordioso”. Tra i 99 nomi di Dio, quelli di “clemente” e “misericordioso” sono i più frequenti. Ogni musulmano è tenuto a praticare la compassione verso i prigionieri, le vedove e gli orfani e a fare l’elemosina sotto forma di tassa.
Il concilio Vaticano II° ha parlato con grande rispetto dei musulmani. Esso esorta ad accantonare le unilateralità e le ostilità del passato, a sforzarsi per intendersi reciprocamente e impegnarsi insieme per la promozione e la protezione della giustizia sociale, dei valori morali e della pace e della libertà per tutti gli uomini (Nostra Aetate n. 3).
Se in futuro possa formarsi un islam specificamente europeo è una questione aperta, che dipende non da ultimo dal fatto di sapere se e fino a che punto l’islam sia in grado di integrare diritti umani fondamentali (libertà religiosa, parificazione della donna…).
Una cosa è certa: senza una pace fra le religioni non sarà possibile una pace mondiale. Il concilio Vaticano II° affermò: “La chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni”, e riconobbe che esse “non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini” (Nostra Aetate n. 2).
C’è una “regola d’oro” accettata dalle principali religioni. Essa suona, più o meno, così: “Ciò che non vuoi che sia fatto a te, neppure tu fallo agli altri”. Secondo Agostino questa regola è stata inscritta da Dio nel cuore dell’uomo. A partire dalla dichiarazione per un’etica mondiale del Parlamento mondiale delle religioni di Chicago (1993) essa è considerata come una regola fondamentale per il dialogo fra le religioni. Essa è una tradizione dell’umanità e, come tale, un’eredità culturale dell’umanità. Ciò significa: compassione, simpatia, reciproca disponibilità ad aiutarsi e reciproca beneficienza sono sapienza dell’umanità. La condivisione della ”regola d’oro” mostra che nessuna delle grandi religioni, a meno che una non diventi fanatica, può esaltare la violenza o cercare di imporsi violentemente.

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