Attualità (7-02-2016)

LA MISERICORDIA COME
CARATTERISTICA PECULIARE DI DIO

L’apice della rivelazione della misericordia di Dio nell’antico Testamento si trova nel profeta Osea. Egli è, con Amos, il primo profeta della Scrittura e visse e operò in una situazione drammatica, alla fine del regno del nord e fino alla sua scomparsa (722 a.C.). Alla drammaticità della situazione corrisponde la drammaticità del suo messaggio. Il popolo ha infranto l’alleanza, è diventato una prostituta disonorata: perciò anche Dio ha rotto con il suo popolo e ha deciso di non mostrare al popolo infedele alcuna misericordia (Os 1,9).
Tutto sembra finito, e non si intravvede più alcun futuro. Ma si verifica una svolta sconcertante: la misericordia ha in Dio la meglio sulla giustizia: “Perché sono Dio e non un uomo; sono il Signore in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira” (Os 11,9). Con questa affermazione sorprendente: la santità di Dio, la sua diversità rispetto all’uomo non si manifesta nella sua giusta ira, e neppure nella sua trascendenza inaccessibile per l’uomo, ma si manifesta nella sua misericordia. La misericordia è espressione della sua essenza divina.
Questo passo, così commovente, ci dice che già nell’antico Testamento Dio non è il Dio dell’ira e della giustizia, ma il Dio della misericordia. E’ un Dio che scoppia d’ira, ma che poi si capovolge per misericordia.
La sovranità di Dio si manifesta soprattutto nel perdonare. Perdonare è cosa che può fare solo colui che non sta sotto, ma sopra le esigenze della pura giustizia e che può non infliggere una giusta punizione e concedere un nuovo inizio. Solo Dio può perdonare, e il perdono è parte della sua essenza.
Non possiamo parlare superficialmente del Dio giusto, né del Dio misericordioso, come se questa fosse la cosa più ovvia del mondo. Possiamo dire: la misericordia è la rivelazione della trascendenza di Dio al di sopra di tutto l’umano e di tutto l’umanamente comprensibile.
Nella sua misericordia Dio si rivela come il totalmente altro, e, allo stesso tempo, come il totalmente a noi vicino. Il Dio misericordioso non è semplicemente il “buon Dio”, che lascia correre le nostre malvagità e le nostre negligenze. Al contrario, la sua vicinanza che salva è espressione della sua alterità e del suo nascondimento incomprensibile (Is 45,15). Egli è allo stesso tempo il Dio rivelato e il Dio nascosto.
La misericordia di Dio ci rimanda al suo essere totalmente altro e alla sua completa incomprensibilità che è nello stesso tempo l’incomprensibilità e l’affidabilità della sua grazia e del suo amore.

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