Attualità (8-03-2020)

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ASCOLTATELO!

Ognuno di noi ha due orecchie ed una bocca sola, e quindi dovremmo ascoltare il doppio di quello che parliamo. Ma raramente accade una osa simile… Non avviene nel nostro rapporto con gli altri e neppure nella relazione con Dio.
Perché ascoltare è difficile, è faticoso. Ci riesce molto più spontaneo parlare a briglia sciolta con una persona amica, che ascoltare veramente quello che ci dice, aldilà della soglia fatidica dei dieci minuti delle omelie. Quando si domanda a qualcuno che cosa è la preghiera, la prima risposta è “parlare con Dio”. Senza ascolto di Dio la nostra parola rischia di cadere in un gioco di proiezioni, in cui a comandare sono i nostri bisogni, le immagini che ci facciamo di lui, il tentativo di piegarlo ai nostri progetti.
La nostra tradizione non ha mai dato molto spazio all’ascolto della Parola di Dio, anche se dobbiamo costatare che lentamente qualcosa si sta muovendo. Ragazzi, giovani, adulti cominciano ad aprire almeno i vangeli, a partecipare ad incontri sulla Parola di Dio e a farne un punto di riferimento per la loro preghiera e per la loro vita quotidiana. E’ un buon segnale di rinnovamento che attraversa le nostre chiese, grazie anche alle molte iniziative offerte dalle parrocchie. Accanto al rito, la parola comincia gradualmente ad occupare il posto che le spetta. E conferisce un equilibrio nuovo alla fede dei credenti: la strappa alla deriva della magia, alla tentazione di possedere in qualche modo Dio, di metterlo al proprio servizio e la apre ad un ascolto che trasforma, che fa nascere una nuova saggezza e consapevolezza, che determina decisioni e atteggiamenti evangelici.
Quando le luci si spengono, quando ci troviamo a fare i conti con le fatiche, le sofferenze e le prove… è questo ascolto a darci il sostegno di cui abbiamo bisogno. E’ dalla parola di Gesù che ci viene la bussola per orientarci, il chiarore con cui interpretare le vicende della storia. E’ questa parola, fatta carne, che ci manifesta l’amore di Dio ed ispira la fiducia e la speranza.

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