Attualità 9-10-2016)

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LA GRATIUDINE

Ringraziare significa credere che la propria nuova condizione non è frutto di una propria conquista, ma un dono ricevuto per pura benevolenza. La gratitudine è perciò un aspetto della fede. Si manifesta il nostro grazie a Dio proprio essendo persone fedeli e aperte a lui. Si è uomini e donne che hanno fede in Dio, proprio perché si sa rendergli grazie sempre al di là dei singoli benefici che si possono ricevere da lui. Gratitudine, infatti, dice e presuppone uno sguardo contemplativo dell’amore salvifico del Padre, che precede e dà senso al ringraziamento per ogni singolo dono ricevuto dall’alto. La gratitudine-fede diventa così l’atteggiamento fondamentale del credente che gli permette di riconoscere, non creare, il miracolo che il Signore compie e che “permette” a Gesù di portarlo a pienezza col dono della salvezza.
E questo miracolo è innanzitutto la relazione che il Signore tesse con l’uomo. Viviamo allora la gratitudine nei riguardi di Dio proprio attraverso, nel nostro vissuto relazionale con lui. E’ Dio, infatti, che compie sempre il primo passo verso l’uomo, ma “aspetta” sempre il nostro grazie, che diventa fede e riconoscimento di quanto da lui operato. E’ pertanto l’accettazione della relazione-alleanza con lui il modo migliore per manifestargli la nostra gratitudine.
Tale relazione trova un luogo fecondo nella preghiera di ringraziamento, la cui espressione principe è proprio la celebrazione eucaristica, massima manifestazione di fede e di rendimento di grazie che la comunità ecclesiale vive, rivolgendosi al suo Signore. Per questo le nostre eucarestie domenicali devono essere azioni liturgiche capaci di dire in modo a tutti evidente e comprensibile che siamo uomini e donne rivestiti, senza alcun nostro merito, della grazia gratuita di Dio, il cui volto misericordioso si è rivelato compiutamente nella persona di Gesù Cristo, il Salvatore.
Ritmare la settimana con la celebrazione eucaristica domenicale reca anche un altro frutto: l’allontanamento di ogni possibile dimenticanza di quanto Dio opera continuamente. La memoria grata verso il Signore è un vero e proprio esercizio della vita spirituale che tra le altre cose affina e ingentilisce anche le relazioni interpersonali perché ci ricorda la gratitudine che dobbiamo nei riguardi delle tante persone che incontriamo e che, in un modo o in un altro, sempre ci hanno beneficiato. “Fortunato colui che a ogni dono, torna a colui nel quale c’è la pienezza di tutte le grazie; poiché quando ci mostriamo grati di quanto abbiamo ricevuto facciamo spazio in noi stessi a un dono anche maggiore” (S. Bernardo da Chiaravalle).

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