E’ Domenica (12-12-2021) – 3a Domenica di Avvento anno C

COMMENTO AL VANGELO –  III DOMENICA D’AVVENTO

La terza domenica d’Avvento è dedicata alla gioia e il brano del Vangelo secondo Luca ha ancora una volta come protagonista Giovanni il Battista.
Da Giovanni, che sta continuando a preparare la strada per la venuta di Gesù, accorrono molte persone e tutte gli chiedono “Che cosa dobbiamo fare?”. Il brano ci indica tre categorie di persone che pongono a Giovanni questa domanda. Prima, più genericamente, le folle, a cui il Battista raccomanda la condivisione, di dare a chi ha bisogno parte di ciò che è nostro. Poi, i pubblicani, ossia gli esattori delle tasse, a cui viene detto di fare il loro lavoro onestamente, senza trarne profitto in maniera ingiusta. Infine, i soldati, che sono esortati da Giovanni a praticare la pace e non la violenza. Queste domande scaturiscono dalla voglia di conversione che si trova in queste persone, in seguito al loro battesimo. Sono desiderose di intraprendere un nuovo cammino e Giovanni glielo indica, mostra loro la via della gioia. La loro domanda, quindi, può diventare anche la nostra: che cosa dobbiamo fare per rendere viva la nostra fede nella nostra vita?
Un’altra domanda che si pongono le folle che ascoltano Giovanni è se sia lui il Messia preannunciato dalla Scrittura. Per questo il Battista interviene a chiarire i loro dubbi: verrà, dopo di lui, qualcuno di più grande, che amministrerà un battesimo in Spirito Santo e fuoco. Giovanni sottolinea, quindi, come il suo compito sia quello di preparare, fare spazio nei cuori per accogliere Gesù, fonte di salvezza e vera via della gioia.

3a domenica di Avvento – clicca sopra per leggere la Parola di Dio

SEMINARE AMORE ACCRESCE LA GIOIA DELLA SPERANZA

L’ambiente esterno propone i consueti messaggi di tipo commerciale, anche se forse in tono minore a causa della crisi economica. Il cristiano è invitato a vivere l’Avvento senza lasciarsi distrarre dalle luci, ma sapendo dare il giusto valore alle cose, per fissare lo sguardo interiore su Cristo. Se infatti perseveriamo “vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode” (ibid.), i nostri occhi saranno in grado di riconoscere in Lui la vera luce del mondo, che viene a rischiarare le nostre tenebre. In particolare, la liturgia dell’odierna domenica, detta “Gaudéte”, ci invita alla gioia, ad una vigilanza non triste, ma lieta. “Gaudete in Domino semper” – scrive san Paolo: “Gioite sempre nel Signore” (Fil 4,4). La vera gioia non è frutto del divertirsi, inteso nel senso etimologico della parola di-vertere, cioè esulare dagli impegni della vita e dalle sue responsabilità. La vera gioia è legata a qualcosa di più profondo. La Chiesa fa proprio questo invito, mentre si prepara a celebrare il Natale e il suo sguardo si dirige sempre più verso Betlemme. In effetti, noi attendiamo con speranza certa la seconda venuta di Cristo, perché abbiamo conosciuto la prima. Il mistero di Betlemme ci rivela il Dio-con-noi, il Dio a noi prossimo, non semplicemente in senso spaziale e temporale; Egli ci è vicino perché ha “sposato”, per così dire, la nostra umanità; ha preso su di sé la nostra condizione, scegliendo di essere in tutto come noi, tranne che nel peccato, per farci diventare come Lui. La gioia cristiana scaturisce pertanto da questa certezza: Dio è vicino, è con me, è con noi, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele. E questa gioia rimane anche nella prova, nella stessa sofferenza, e rimane non in superficie, bensì nel profondo della persona che a Dio si affida e in Lui confida. Alcuni si domandano: ma è ancora possibile oggi questa gioia? La risposta la danno, con la loro vita, uomini e donne di ogni età e condizione sociale, felici di consacrare la loro esistenza agli altri! La beata Madre Teresa di Calcutta non è stata forse, nei nostri tempi, una testimone indimenticabile della vera gioia evangelica? Viveva quotidianamente a contatto con la miseria, il degrado umano, la morte. La sua anima ha conosciuto la prova della notte oscura della fede, eppure ha donato a tutti il sorriso di Dio. Leggiamo in un suo scritto: “Noi aspettiamo con impazienza il paradiso, dove c’è Dio, ma è in nostro potere stare in paradiso fin da quaggiù e fin da questo momento. Essere felici con Dio significa: amare come Lui, aiutare come Lui, dare come Lui, servire come Lui” (La gioia di darsi agli altri, Ed. Paoline, 1987, p. 143). Sì, la gioia entra nel cuore di chi si pone al servizio dei piccoli e dei poveri. In chi ama così, Dio prende dimora, e l’anima è nella gioia. Se invece si fa della felicità un idolo, si sbaglia strada ed è veramente difficile trovare la gioia di cui parla Gesù. La vera gioia è entrare nella sacralità del fratello per ascoltare e vedere il paradigma della bontà di Dio che si pone nella mangiatoia della vita di ognuno per rendere luminosa l’esistenza verso quella Betlemme del mondo dove ogni uomo è accolto, ascoltato e avvolto di carità, segno che da un nostro seme d’amore nasce la speranza.

AVVISI
Domenica 12 – a Bozzano nel pomeriggio dalle 16 in poi Presepe Vivente
Lunedì 13 – a Montigiano festa di Santa Lucia. Le Messe alle 11 e alle 16.
Martedì 14 – il Centro Ti Ascolto ha un momento di riflessione a Pieve a Elici alle ore 17.
alle ore 21 in Canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Dal 15 dicembre – Novena di Natale
Venerdì 16 – alle 21 al Don Bosco incontro dei fidanzati.
A Pieve a Elici alle 21 in chiesa concerto per chitarre.
Sabato 17 – alle 21 in Chiesa a Bozzano Concerto di Natale.
Domenica 19 – al termine di ogni messa di sabato 18 e domenica 19 saranno benedetti i bambinelli da mettere nel presepe in famiglia.
A Massarosa presepio vivente.
Nel pomeriggio nella sala don Bosco ‘Canzoni intorno a Natale’ – ingresso libero.

Catechismo gruppo 2a Media
I ragazzi della seconda media offrono dei biglietti natalizi a offerta libera per aiutare un gruppo di ragazzi del catechismo che si sta preparando alla Cresima come loro o di una parrocchia del Congo o del Rwanda (poi si vedrà). La carità è esperienza di Dio, importante creare legami con altre situazioni difficili nel mondo per toccare con mano la povertà. I biglietti verranno distribuiti a Bozzano sabato 18 alla messa delle 18,30, a Massarosa sabato 18 alla messa delle 18, a Piano del Quercione domenica 19 alla messa delle 9,30.

Per la distribuzione del giornalino Incontro di Natale a tutte le famiglie a Massarosa, si invita coloro che vogliono dare una mano per la distribuzione a contattare quanto prima la Bianca o Don Michelangelo. Grazie.
I giornalini di Piano del Quercione sono in sacrestia assieme alle buste da mettere in ogni giornalino. Le incaricate per la distribuzione alle famiglie prendano ciascuna le copie necessarie. Grazie.

One Reply to “E’ Domenica (12-12-2021) – 3a Domenica di Avvento anno C”

  1. Mary Coppolecchia

    Le letture che la Chiesa ci propone in questa terza domenica di avvento ci invitano a comprendere quanto sia impegnativo il cammino verso la salvezza e la nostra conversione. In questa domenica della gioia attraverso le bellissime letture sentiamo ripetere parole simili da parte del profeta, dell’ apostolo Paolo e pure dal salmo: “ rallegrati” “non temere” “attingerete con gioia alle sorgenti della salvezza” “siate lieti, in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste”….È come un concerto di benevolenza in cui la Parola di Dio da un secolo all’altro si rincorre per allietare il cuore degli uomini e delle donne e prepararlo alla gioia immensa della venuta del Salvatore.Come raccordare però questa sinfonia di speranza e di coraggio, di esultanza e di consolazione con quello che Giovanni Battista annuncia nel Vangelo? In che modo possiamo trovare corrispondenza tra le letture quando la prima del profeta Sofonia , il salmo e la seconda dell’apostolo Paolo concordano all’unisono mentre il Vangelo sembra una nota fuori dal coro…
    Giovanni ci viene presentato in questa pericope ( cioè il brano tratto dal Vangelo) come il maestro che battezza e insegna come ci si deve comportare. Da lui vanno anche i pubblicani , i soldati e chiedono cosa si deve fare per essere salvati. Hanno tanta fiducia in lui perché ” il popolo era in attesa” e dunque credevano che lui fosse il messia.Giovanni non esita a smontare l’aspettativa del popolo e si proclama come un servo di Colui che verrà ….infatti ai tempi di Gesù i servi slacciavano i calzari dei loro padroni …in altri passi paralleli di Marco e Mateo si legge “ colui che verrà dopo di me” invece qui Luca non lo fa dire a Giovanni …come a voler mettere una distanza temporale tra lui e il Signore Gesù, a sottolineare che sono due situazioni distanti e diverse….non solo …nelle parole di Giovanni non troviamo l’esortazione alla gioia, alla speranza che rimbomba nelle letture di questa domenica…anzi Giovanni dice “egli vi battezzerà in Spirito Santo e Fuoco…tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento…ma brucerà la paglia con fuoco inestinguibile”…Giovanni parlando di giudizio…. che cosa ci vuol dire ?
    Il cammino di conversione di ciascuno di noi richiede una trasformazione , una disposizione al cambiamento che non è semplice , è piena di dubbi e inquietudini su quello che dobbiamo fare .Per questo è legittimo rivolgere la stessa domanda che hanno fatto al Battista”Maestro che cosa dobbiamo fare?”.Con la ricerca sincera del Signore, con il desiderio del cuore e dell’anima di rispondere alla sua chiamata perché solo Lui ci dà la gioia, la salvezza, la letizia e la speranza santifichiamo questa domenica di avvento e facciamoci forza con le parole dell’apostolo” La pace di Dio , che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù “.

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