E’ Domenica (17-10-2021) – XXIX domenica del tempo ordinario anno b

COMMENTO AL VANGELO –XXIX DOMENICA T.O.

Durante il suo cammino dal nord della Palestina a Gerusalemme, Gesù ha più volte parlato ai discepoli del destino che lo attenderà una volta giunto in quella città. Per tre volte, infatti, viene preannunciata la passione e la morte di Cristo, ma altrettante volte i discepoli non comprendono le parole che stanno ascoltando.
Il brano del Vangelo di questa domenica, la XXIX del Tempo Ordinario, si apre dopo il terzo annuncio della morte e risurrezione di Gesù. La domanda che due discepoli fanno a Gesù dopo questo annuncio è piuttosto superficiale ed ancora legata all’idea di Gesù come re potente dal punto di vista politico. Chiedono, infatti, i primi posti, alla destra e alla sinistra del re. Gesù pazientemente cerca allora di riportarli sulla giusta strada. Il concetto di re, quale governante di una nazione, è associato al potere sui propri sudditi, al dominio nei confronti di coloro che sono gli sono sottoposti. Non è così, invece, nel caso di Gesù e, per estensione, di tutti i cristiani che intendono mettersi alla sua sequela. Il “grande” in questo caso non è chi comanda, bensì chi si mette a servizio dell’altro. Gesù stesso ci dà l’esempio, dicendo che “non è venuto per farsi servire, ma per servire”, fino a dare la sua stessa vita.
Altro tema affrontato dalla liturgia odierna è infatti quello della sofferenza che il servo dovrà patire (“il calice che io bevo, anche voi lo berrete”). Umanamente, rifuggiamo la sofferenza, ma quando ci troviamo in essa, possiamo renderla un’occasione di maturazione, una sofferenza “fertile”, che può dare i suoi frutti. Il servo del Signore, come ascoltiamo nella prima lettura dal libro del profeta Isaia, non si sottrae al sacrificio, conscio della luce che verrà dopo di esso.
Lo stile di vita cristiano deve essere dunque ispirato al servizio, alla missione nei confronti del prossimo. Stando attenti e vigilando sui bisogni di chi ci sta vicino, dobbiamo essere pronti a portare loro l’ aiuto necessario.

XXIX domenica del t.o. anno b – clicca sopra per leggere la Parola di Dio

Domenica 17 ottobre si apre anche nella Diocesi di Lucca la fase Diocesana del Sinodo della Chiesa universale proposto da Papa Francesco. Di seguito riportiamo un articolo di Famiglia Cristiana un po’ rivisto (occuperà anche il foglietto di domenica 24 ottobre) per avere -speriamo- un po’ di chiarezza, sul cammino che ci attende come chiesa particolare e come Chiesa Intera nei prossimi anni.

SINODO, DIECI COSE DA SAPERE

Il Sinodo dei Vescovi che si aperto il 10 ottobre del 2021 tratterà il tema stesso della sinodalità e si presenta, nel suo svolgimento, con modalità e fasi inedite. Non si tiene solo in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare dei cinque continenti. È la prima volta, nella storia di questa istituzione, che un Sinodo si svolge in modalità decentrata. L’ apertura del Sinodo nelle Chiese locali è prevista domenica 17 ottobre 2021.
Il processo sinodale segue un itinerario triennale articolato in tre fasi scandito dall’ ascolto, dal discernimento e dalla consultazione:
-la prima tappa (ottobre 2021 – aprile 2022) è quella che riguarda le singole Chiese diocesane.
-la seconda tappa, quella continentale (settembre 2022 – marzo 2023), ha come finalità quella di dialogare sul testo del primo Instrumentum laboris (documento di lavoro).
-la terza e ultima tappa del cammino sinodale è quella della Chiesa universale (ottobre 2023). Una tappa fondamentale di questo percorso è la celebrazione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nell’ ottobre del 2023, a cui farà seguito la fase attuativa, che coinvolgerà nuovamente le Chiese particolari.

Che cos’è il Sinodo?
Il Sinodo dei Vescovi fu istituito da papa Paolo VI il 15 settembre 1965 con la lettera apostolica-Motu proprio Apostolica sollicitudo in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano II per mantenere viva l’esperienza dello stesso Concilio. È un’assemblea dei rappresentanti dei vescovi cattolici che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale e su specifiche questioni dottrinali e pastorali.
Il primo Sinodo dei Vescovi, tenutosi nel 1967, è stato incentrato sul tema “La preservazione e il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica”.

Cosa significa la parola “Sinodo”?
Deriva dal greco syn-hodos, letteralmente “camminare insieme”. Il Sinodo è, infatti, un luogo per l’incontro dei Vescovi tra di loro, attorno e con il Papa che lo convoca quale strumento di “consultazione e collaborazione”. È dunque un luogo per lo scambio di informazioni ed esperienze, per la comune ricerca di soluzioni pastorali valide universalmente.
Sin dai primi secoli, vengono designate con la parola “sinodo” le assemblee ecclesiali convocate a vari livelli (diocesano, provinciale o regionale, patriarcale, universale) per discernere, alla luce della Parola di Dio e in ascolto dello Spirito Santo, questioni dottrinali, liturgiche, canoniche e pastorali. Il termine greco viene tradotto in latino con sýnodus o concilium. Le radici delle parole “sinodo” e “concilio” sono diverse, ma il significato è convergente. Il termine “concilio” arricchisce il contenuto semantico di “sinodo”: richiama il termine ebraico קָהָל (qahal) che significa ”raduno, assemblea”. La traduzione di questo vocabolo ebraico risuona in greco nella parola ecclesia che ha un rapporto etimologico col verbo kalein, che significa “chiamare”. L’ esperienza del Sinodo è dunque quella di “camminare insieme”. I credenti sono compagni di cammino, chiamati a testimoniare e ad annunciare la Parola di Dio.
Come funziona e come è disciplinato?
Il Sinodo dei Vescovi è regolamentato dal Codice di diritto canonico (canoni 342-348). La sua attività è sempre convocata, presieduta e conclusa dal Papa. Questa assemblea può riunirsi in forma “generale ordinaria”, “generale straordinaria” e “speciale”.
Quello del 2015 sulla famiglia e quello del 2018 sui giovani si è riunito nella forma di un’ assemblea generale ordinaria, che si ha quando una più stretta rappresentanza di vescovi da tutto il mondo si riunisce all’occorrenza per discutere questioni urgenti di interesse generale. Quello sull’Amazzonia del 2019 si è riunito nella forma di speciale.
Al Sinodo possono partecipare solo i vescovi?
No, possono partecipare anche laici, invitati a motivo dalle proprie competenze o per altre ragioni di opportunità: il loro ruolo all’interno del sinodo viene in questo caso definito volta per volta.
Il Sinodo può prendere decisioni operative?
No, è un organo consultivo che si conclude con un elenco di proposte e riflessioni consegnate dai padri sinodali al Papa.
Come si svolgono i lavori?
Generalmente lo svolgimento dell’Assemblea è preceduto dalla redazione da parte della segreteria del Sinodo dei Vescovi dei Lineamenta, si tratta di un documento preparatorio in cui vengono delineati i temi da affrontare nell’Assemblea, secondo le richieste dei vescovi di tutto il mondo. Le successive osservazioni dei vescovi vengono recepite in un altro documento preparatorio, chiamato Instrumentum laboris, sempre formulato a cura della segreteria del Sinodo. Dopo lo svolgimento dell’Assemblea, il Papa solitamente trae spunto dagli argomenti trattati e gli conferisce organica sistemazione promulgando un’Esortazione apostolica post-sinodale.
Che cos’è l’Instrumentum laboris?
È il documento di base su cui si poggia la discussione del Sinodo. Di solito, il documento si articola in più parti. Come specificano le note metodologiche: «Quantunque sia pubblico, questo “documento di lavoro” ha solo carattere di documento provvisorio, che sarà oggetto di discussione durante il Sinodo». E ancora: «Questo documento non è una versione provvisoria delle conclusioni finali, ma soltanto un testo di aiuto a centrare la discussione sull’oggetto del Sinodo».
                                                                                                                                 -continua-

AVVISI

Martedi 19-Alle ore 21 in canonica a Massarosa incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Alle 21 a Bozzano al’ex asilo riunione del gruppo Sagra.
Giovedì 21 – a Gualdo alle 21 nella sala parrocchiale incontro sulla parola di Dio della domenica.
Venerdì 22—al Don Bosco alle 21 prima riunione del Gruppo Fidanzati
Domenica 24 – è la giornata missionaria mondiale. Le offerte raccolte durante nelle varie chiese sono destinate alle Missioni.

MISERICORDIA DI PIANO DEL QUERCIONE
Domenica 24 ottobre la Misericordia organizza la ‘festa del ciclamino’. I fiori saranno offerti al mattino sul piazzale della Chiesa di Piano del Quercione. Il ricavato verrà devoluto a famiglie bisognose.

SABATO 23 OTTOBRE IL GRUPPO MINISTRI DEGLI INFERMI ORGANIZZA UNA GITA ALL’EREMO DI CALOMINI (Garfagnana) IN MACCHINA. Partenza alle 8,30 dal Piazzale davanti alla Misericordia Messa a Calomini verso le 10,30, pranzo in Agriturismo e rientro nel pomeriggio a Massarosa. Chi è interessato a partecipare con la propria macchina e desidera poi fermarsi anche al ristorante lo faccia sapere a Don Michelangelo. Prezzo del pranzo € 25,00 (solo 40 posti).

One Reply to “E’ Domenica (17-10-2021) – XXIX domenica del tempo ordinario anno b”

  1. Mary Coppolecchia

    Le riflessioni sulle letture che oggi la Chiesa ci propone sono collegate al tema del servizio e della novità che Gesù ci annuncia parlando del Regno dei cieli, della Gerusalemme celeste.
    Gesù nella prima lettura è presentato come il servo sofferente ,colui che così pieno di ferite e di percosse è talmente sfigurato che ha perso le sembianze umane. Ma lo svuotamento di Gesù che da Figlio di Dio si fa servo è il prezzo d’amore che paga per distruggere nella sua carne il rapporto inscindibile tra la nostra situazione terrena e il peccato.
    Mi sembra che il peccato che ci viene presentato oggi nel Vangelo di Marco è la seduzione del potere , del privilegio , della supremazia .
    Ecco allora la richiesta di Giacomo e Giovanni che vogliono essere fedeli al loro maestro e chiedono di essere partecipi accanto a Lui nella Gloria celeste.
    Gesù li fa parlare non perché si sottomette a loro ma perché ascolta le loro richieste per introdurli alla novità del suo regno. Loro ,come nei passi successivi anche gli altri apostoli, non concepiscono altra gloria se non quella che vedono nei capi e per questo corrono per essere vicino a lui in una gerarchia di potere.Gesù risponde se anche loro possono essere simili a lui , alludendo alla sua passione con le parole “il mio calice, il mio battesimo “ ma loro rincarano la dose, cioè dichiarano “ certo lo possiamo “ per fargli una dichiarazione di fedeltà e di sequela… Gesù accetta questo slancio di intenti e infatti conferma che anche loro possono essere associati alla sua passione ma aggiunge che “ stare alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo ( lett. non è cosa mia come dirà in Gv 7,16)

    I Padri della Chiesa ci aiutano nella spiegazione di questo passo dicendo che” in realtà non vi è una scala gerarchica nel Regno celeste.Chiunque vince, siede sul trono del Cristo (cfr. Ap 3,21). Il corpo glorioso non occupa lo spazio come ora lo occupa il nostro corpo; per questo non esiste lontananza o vicinanza ma solo presenza. Gli eletti sono presenti al Cristo e in Lui al Padre e quindi sono presenti gli uni agli altri. L’eternità è reciproca presenza perché è amore. Nell’amore non esiste la precedenza ma il rapporto che è servizio, cioè reciproco dono. Si giunge a questo dopo aver partecipato alle sofferenze del Cristo. «Così dunque il Signore, con la sua risposta, li istruisce affinché non siano molestati vanamente e inutilmente per i primati.( Crisostomo, Catena aurea 3 pag.183).

    Questa è la novità del Signore Gesù che oggi ci invita a capovolgere nella nostra vita il valore che diamo al potere con quello che diamo al servizio perché Lui , il servo sofferente , il Figlio di Dio si è fatto Uomo, servo e poi cadavere per passare attraverso i cieli e aiutarci al momento opportuno.

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