E’ Domenica (20-03-2022) – 3a domenica di Quaresima anno c

COMMENTO AL VANGELO III DOMENICA DI QUARESIMA

Nel brano del Vangelo della terza domenica di Quaresima, Gesù trae spunto da due avvenimenti tragici di cronaca per esortare alla conversione. Gli viene, infatti, riferito dell’uccisione di alcuni Galilei da parte dei soldati romani e Gesù stesso parla del crollo della torre di Siloe a Gerusalemme nel quale morirono varie persone.
Secondo la convinzione allora diffusa, le disgrazie che accadevano alla persona erano causate da una sua colpa, da un peccato per il quale venivano puniti da Dio. Gesù smonta questa convinzione: le persone che sono morte in quei due tragici avvenimenti non sono più peccatrici degli altri. Dalla notizia di questi due episodi si può, però, fare una riflessione, che Gesù propone ai suoi interlocutori. La vita terrena di ogni uomo è limitata, ha un inizio e una fine, per questo bisogna sfruttare al meglio il tempo che è compreso in questo intervallo. Da lì scaturisce l’invito alla conversione che ci viene proposto in questo tempo di Quaresima: convertiamoci e scegliamo di seguire Gesù, mettendo a frutto il tempo che ci è concesso nel miglior modo possibile.
Il Vangelo di oggi ci fa vedere anche, attraverso una parabola, l’atteggiamento del Signore nei nostri confronti. Un albero che non produce frutti potrebbe apparire un inutile spreco di energie che il contadino fa per mantenerlo in vita; sarebbe più conveniente tagliarlo. Tuttavia, il vignaiolo che lo cura – in cui possiamo vedere la figura di Gesù – chiede al padrone del terreno che gli sia concesso ancora un altro anno per lavorare sulla pianta, affinché possa produrre frutto. La pazienza e la misericordia di Dio, quindi, ci concedono sempre un’opportunità di miglioramento, durante il tempo della nostra vita, purché da parte nostra ci sia la conversione a cui ci esorta Gesù per essere suoi collaboratori.

3a domenica di Quaresima anno c – clicca sopra per leggere la parola di Dio

LA CONVERSIONE

L’insegnamento di Gesù parte dall’attualità. Gli vengono riferiti due fatti di cronaca: la strage di ribelli comandata da Pilato nel Tempio e il crollo della torre di Siloe che ha provocato la morte di 19 persone. E gli viene chiesto: quali colpe avevano costoro per meritare tale fine? E’ un tema molto attuale: di fronte alla guerra in Ucraina che i mezzi di comunicazione ci fanno conoscere in tutti i suoi risvolti e particolari, ci si può domandare perché gli Ucraini pagano un prezzo così altro o tanti soldati russi perdono la vita per una causa che non capiscono e per la decisione di un despota incosciente? E’ un modo di leggere gli avvenimenti a distanza e con distacco, anche se emotivamente ci sentiamo coinvolti.
Gesù sposta l’attenzione dai protagonisti e dalle vittime ai suoi ascoltatori e a noi oggi, e chiede l’urgenza della conversione: “Se non vi convertirete…”. Non si ferma all’analisi dell’accaduto e alla determinazione delle responsabilità. I fatti riguardano anche noi e ci toccano in prima persona: quali cambiamentI(“conversione”) di mente e di cuore, di atteggiamenti e di parole, di lettura e di impegno ci vengono richiesti? Quali variazioni, nella politica, nell’economia nella finanza, nella diplomazia sono necessarie a livello mondiale? Quali frutti dobbiamo portare prima che sia troppo tardi?
A questo proposito Gesù racconta la parabola del fico sterile. Un uomo ha piantato un fico nella propria vigna, e ogni estate vi va a cercare i frutti, ma non ne trova. Deluso pensa di di tagliare il fico. Chiama il contadino e gli esprime la sua insoddisfazione, chiedendogli di tagliare la pianta, così che non sfrutti inutilmente il terreno. Ma il contadino chiede al padrone di avere pazienza e gli domanda una proroga di un anno, durante il quale si preoccuperà di dare una cura più attenta alla pianta del fico, per vedere se produrrà dei frutti. Cosa vuol dire Gesù con questa parabola?
Il padrone rappresenta Dio Padre e il contadino è Gesù, mentre il fico è il simbolo dell’umanità indifferente e arida. Gesù intercede presso il Padre in favore dell’umanità e lo prega di attendere e di concederle ancora del tempo, perché in essa possano germogliare i frutti dell’amore e della giustizia. Il fico rappresenta un’esistenza sterile, incapace di donare, di fare il bene. E’ simbolo di colui che vive per se stesso, sazio e tranquillo, adagiato nelle proprie comodità, incapace di volgere lo sguardo e il cuore a quanti si trovano nella sofferenza e nella povertà. A questo atteggiamento di egoismo e di sterilità spirituale, si contrappone il grande amore del contadino, che fa aspettare il padrone, ha pazienza e si dedica al lavoro intorno al fico, con attenzione e fatica.
Questa similitudine manifesta la misericordia di Dio, che lascia a noi un tempo per la conversione. Tutti noi abbiamo bisogno di convertirci, e la pazienza di Dio ci accompagna in questo. Nonostante la nostra sterilità. Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare e di fare progressi nella via del bene. Ma è urgente la conversione! La dilazione non è illimitata, ha un termine. In questa Quaresima noi possiamo pensare: cosa devo fare per avvicinarmi di più al Signore, per convertirmi, per “tagliare” le cose che non vanno? Non dobbiamo giustificare la pigrizia spirituale, ma accrescere il nostro impegno a corrispondere a questa misericordia con sincerità di cuore. Nel tempo di Quaresima, il Signore ci invita alla conversione. Ognuno di noi è interpellato personalmente, correggendo qualcosa della propria vita, del proprio modo di pensare, di agire e di vivere le relazioni con il prossimo. Dio è paziente e ha fiducia nella nostra capacità di poterci rialzare e riprendere il cammino. Dio è Padre, e accompagna e cura chi è debole, perché si rafforzi e porti a compimento il suo contributo di amore e di pace alla comunità e all’intera umanità. Questi giorni di preparazione alla Pasqua siano tempo di rinnovamento spirituale e di fiduciosa apertura alla grazia di Dio e alla sua misericordia.

La nostra…Mia

Piccola Mia, nata tra il rumore della guerra e l’odore della disperazione…proviamo a fare un gioco di parole, forse un po’ scontato, e pensiamo per un attimo se Mia… diventasse “nostra”.
Vorrei che diventasse nostra la serenità del tuo visetto placidamente addormentato, ignara della tragedia che si consuma intorno a te e della follia che l’ha generata.
Vorrei che diventasse nostra la tempesta d’amore che nasce dalla mano della tua mamma che tiene la tua, in un gesto di protezione che diventa di una tenerezza incredibile. Vorrei che rimanesse nostra la consapevolezza della forza che l’innocenza dei bimbi ci può dare, una forza che deve non solo divenire impegno concreto a difendere l’infanzia in tuti i paesi (troppi) devastati da guerre locali ma obbligo morale verso le generazioni che ci seguiranno, verso le quali siamo già in debito considerando il mondo che stiamo lasciando loro.
Ma, soprattutto, che sia sempre nostra la consapevolezza che circa 2022 anni fa un altro bambino – anche lui povero, profugo, fuggiasco e già vittima di persecuzione ancor prima di nascere – é venuto tra noi per portarci non solo la Salvezza attraverso l’Amore del Padre Nostro ma anche per indicarci la via del cambiamento verso il Bene.
E’ una via che richiede principalmente l’impegno – grande o piccolo purché sincero e continuativo – di tutti noi, perché è solo dalla forza delle nostre comunità che possiamo operare il cambiamento; naturalmente con il sostegno della preghiera per superare i momenti immancabili di crisi e di difficoltà. Ed é appunto necessario un cambiamento in tutti noi per affrontare la sfida che la situazione in Ucraina ci mette di fronte. Bisogna dimostrare con l’aiuto concreto e la solidarietà materiale che le due parole “fratelli ucraini” non rimarranno solo due parole, occorre dimostrare la nostra fede con le opere, come dice San Giacomo nelle sue lettere. E’ innegabile che lo scenario di un esodo che riguarda tre milioni di persone comporterà un impatto sociale rilevante in ogni comunità che volesse accogliere i profughi ucraini, oltre a enormi problemi organizzativi, logistici e sanitari. L’emergenza umanitaria questa volta tocca da vicino tutta l’Europa, nessun paese escluso, e come tale richiede azioni comuni condivise a livello di governi e conseguenti scelte chiare e decise che ci impegneranno tutti, se vogliamo realmente dare corso all’Europa allargata dei popoli anziché ritornare all’Europa ristretta dei confini, da qualcuno vagheggiata. E’ un occasione per valutare quanto, alla prova dei fatti, quando si verifica una catastrofe come questa, siamo concretamente cristiani e fratelli in Cristo di chi soffre. E non é facile.
Ma forse la risposta é nella frase di un volontario rumeno che ha fotografato la tragicità di quanto accade dicendo “…..loro non hanno colpa e noi non abbiamo scelta…”
ma ci fa capire che è il momento di scelte decise e coraggiose, sia a livello di governi europei che a livello anche delle nostre comunità locali. Ci saranno.                      Riccardo P.

AVVISI

Domenica 20 – ‘I sentieri dell’amore fecondo’- Covegno -LA COMUNICAZIONE NELLA COPPIA’ – 14A EDIZIONE. Il convegno si svolgerà presso l’Auditorium della Scuola Media di Massarosa dalle ore 15,30. Per maggiori informazioni vedere la locandina posta nelle varie chiese.
Martedì 22 – alle 20,30 incontro sulla Parola di Dio della domenica in canonica a Massarosa.
Mercoledì 23 – a Gualdo alle 21 nella sala parrocchiale incontro sulla parola di Dio della domenica e Sinodo.
Sabato 26 – al mattino alle 9 in canonica a Massarosa 2° incontro dei ministri degli infermi sul Sinodo.
– La messa a Massarosa è alle 17 a seguire spettacolo di Elisabetta Salvatori : ‘Storie d’amore’.
Domenica 27 – a Bozzano ritiro ragazzi di 3a media (cresimandi).
Alle 16 a Pieve a Elici riunione del gruppo ‘Figli in cielo’.
Mercoledì 30, Giovedì 31 marzo e Venerdì 1 aprile a Massarosa in chiesa esercizi spirituali per giovani e adulti: un’ora di preghiera aiutati da una predicatore esterno.

ADOLESCENTI A ROMA – Lunedì 18 aprile (Pasquetta) e martedì 19 centinaia di ragazzi della diocesi vanno in visita a Papa Francesco e a Roma. Vedi locandina.

Domenica 24 aprile – Gita a Brescello e Sabbioneta. Quanto prima il programma dettagliato e informazioni per le iscrizioni.

2022 20 marzo – clicca sopra per leggere il foglietto domenicale in pdf

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