E’ Domenica (25-12-2020) – Natale del Signore Nostro Gesù Cristo

Lettera di Don Giorgio

Natale 2020 (scelgo di non parlare del Covid senza dimenticare ammalati, medici e persone in difficoltà anzi nell’intento di offrire qualcosa di bello soprattutto in questo momento).
Riflessioni davanti al presepio
Mi piace fare un gioco quando leggo il Vangelo e anche di fronte al presepio: guardo ad uno ad uno i personaggi che vedo e provo ad immaginare quello che hanno vissuto.
Maria è sicuramente affaticata al nono mese, non le ci voleva proprio un viaggio di un centinaio di chilometri. Ma la sua fatica non nasconde la felicità che traspare sottopelle in ogni mamma che attende l’arrivo del bimbo, quella felicità che le rende radiose. Maria sei davvero piena di grazia come disse l’angelo.
Sento che Maria è anche molto curiosa. Vuole capire questo disegno misterioso di un Dio che sceglie una ragazza umile, sceglie di nascere lontano da casa, in povertà ma in una fami- glia che lo attende proprio come si attende il Messia. Maria affaticata è preoccupata per questo bimbo. Sa che questo bimbo ne sa più di lei e si domanda ancora una volta: “Come è possibile che avvenga quello che hai promesso? Io e Giuseppe non abbiamo che pochi mezzi per accoglierti …”. E sicuramente ancora una volta avrà sentito dentro di sé la risposta di Dio: “Fidati, niente mi è impossibile”. E quindi curiosa attende ogni parola ed ogni messaggio per metterli in pratica. Il Dio che porta in seno la sta guidando: lei lo porta e si fa portare da lui. Ma Maria è anche profondamente, visceralmente innamorata di Giuseppe quel ragazzo che lei ha scelto e da cui è stata scel- ta. Insieme hanno voluto correre sulla via che il Signore ha tracciato per loro. Quanta consolazione nelle loro chiacchiera- te la sera quando possono riposarsi un attimo … o anche nelle non-chiacchierate quando di giorno tra tanti altri non possono che scambiarsi un’occhiata se lei inciampa oppure se qualcuno dispera dell’aiuto del Signore.
Innamorata di Giuseppe ma ancor di più ed in maniera ancora più profonda di Gesù a nome anche di tutti quanti noi. Questo Dio bambino, immenso e piccolissimo, che conduce ognuno di noi ma si fa portare da una donna.
Questo amore si riversa anche sui pastori, questi poveri cristi che stanotte sono stati svegliati da una grande luce per venire a cercare Dio vicino a loro. Non nella reggia, in una grotta, a pochi passi dalle campagne dove stavano riposando. Queste persone semplici così vicine al cuore di Dio da essere i primi a riconoscerlo e ad essere da lui benedetti. Chissà quanto avrà fantasticato Maria nel vedere questi anziani duri oppure questi ragazzi sporchi che umilmente si avvicinano e si inginocchiano certi di aver visto un miracolo nascosto in un evento così povero.
Giuseppe è sicuramente indaffarato: quante cose ci sono da fare per aiutare Maria a far nascere bene questo bambino. “Come posso fare tutto nella maniera migliore perché questo bambino che è Dio si senta accolto non quanto si merita ma almeno al meglio delle mie possibilità?”
Giuseppe si preoccupa ma cerca di non farlo vedere troppo a Maria … le vuole così tanto bene! E allora Giuseppe esprime la sua dote più grande: la delicatezza di chi ama più di se stessi.
La Bibbia lo ha definito giusto perché voleva rinviare Maria senza scandali; non è la giustizia dei giudici è quella degli innamorati che vogliono il bene della persona amata anche a costo di mettersi da parte. È lo stesso Giuseppe così delicato, così innamorato che in queste ultime settimane sta correndo come un forsennato per mettere a suo agio Maria e il bimbo. Quell’insensato di Cesare Augusto che li obbliga a camminare così tanto probabilmente avrà ricevuto da lui chissà quanti accidenti salvo poi, insieme con Maria, mettersi ancora una volta a disposizione di quel disegno misterioso di Dio che non capisce ma sa essere migliore di qualsiasi progetto umano men che mai dei suoi, umile falegname di Nazareth. Giuseppe innamorato di Maria che oltre ad essere la sua amatissima moglie è diventata la madre del suo Signore. Sicuramente Giuseppe sente confusione tra i propri sentimenti. Un amore che diventa devozione ed una devozione che ha bisogno di esprimersi in maniera totalmente fisica quasi carnale: Maria ha bisogno di cure, di le carezze e di vicinanza, di una spalla in questo percorso, di un orecchio che possa ascoltarla e comprenderla… pochissime persone possono comprendere ciò che avviene in lei e la più vicina anzi la persona più prossima è sicuramente Giuseppe. Amore, devozione, forse anche un po’ di gelosia per questo bimbo e magari si vergogna di quest’ultimo sentimento mentre Gesù gli vuole bene ancora di più proprio per questa sua debolezza. Nei confronti dei pastori Forse Giuseppe si sarà un po’ inquietato: “Che ci fate voi qui adesso? Abbiamo bisogno di riposare.” Tranne poi, ancora una volta, illuminato da quel bimbo e da sua mo- glie diventare lui le loro braccia accoglienti: “Venite sistemate- vi qui vicino. Prendete quel pezzo di legno e sedetevi qui accanto. Raccontateci cosa vi hanno detto gli angeli. Grazie, grazie per la vostra presenza e per le vostre buone parole.”
Gesù dono ai genitori e dono agli uomini. Gesù Bambino inerme e Dio onnipotente.
Gesù Figlio di Dio che già da qualche mese ha iniziato a mette- re in pratica il suo progetto di vicinanza all’umanità. Contento anzi esultante di gioia perché la sua vicinanza agli uomini ini- zia con questi due sposi eccezionali, semplici, buoni, totalmente pronti ad accogliere la grandezza di Dio.
Ogni bimbo che nasce è solo in parte espressione dei genitori, per Gesù sembra quasi che sia lui ad aver scelto loro e quindi sono certo che ci sia stato un gran moto di amore nei loro confronti quando li ha scelti. Gesù ha amato i suoi genitori ancora prima che loro accettassero di generarlo e posso immaginarmi il motivo per cui li ha amati così tanto: come fai ad incontrare Maria e Giuseppe e non voler stare con loro? Quante volte questa grande famiglia sarà stata di consolazione a Gesù quando la vicinanza agli uomini lo ha esposto alla loro cattiveria e meschinità.
Gesù inizia ad essere benedizione per chi gli sta accanto fin dal grembo di sua madre. Giovanni Battista ed Elisabetta possono testimoniarlo. Maria e Giuseppe sono stati benedetti giorno e notte da lui per tanti anni. I pastori tornano a casa felici della benedizione ricevuta da questo bimbo che non par- la ma Dona se stesso.
Anche oggi dopo 2020 anni Gesù continua ad essere benedizione per ognuno di noi. Non esiste famiglia, non esiste cuore lontano dalla sua vicinanza e ci benedice continuando a donarsi ad ognuno di noi: piccolo ed immenso Dio con noi.

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