E’ domenica (29-11-2020) – 1a domenica di Avvento anno b

COMMENTO I DOMENICA  DI AVVENTO

Con l’inizio dell’Avvento, ha inizio un nuovo anno liturgico, l’anno B, in cui ci è dato in consegna il Vangelo secondo Marco.
Il brano di oggi, prima domenica d’Avvento, si apre con una breve parabola, in cui un uomo, il padrone di casa, parte e lascia al portinaio il compito di vegliare. Il verbo “vegliate” si ripete più volte in questo breve brano, a sottolineare l’importanza che riveste questa azione di vigilare e di essere attenti. Non è conosciuta, infatti, l’ora in cui il padrone di casa tornerà, quindi è bene non cadere nel sonno.
Al di là del significato letterale, possiamo attribuire all’invito a vegliare anche altri significati. Essere attento, per un cristiano, vuol dire saper vedere nella vita di tutti i giorni i segni che ci si presentano di fronte, per renderli occasione di testimonianza della nostra fede e di applicazione concreta della Parola di Dio. Si tratta, quindi, di una veglia attiva, che coinvolge tutta la nostra persona. In questo senso, pertanto, dobbiamo vegliare: essere pronti, senza mai stancarsi, a scorgere la presenza di Gesù in chi ci sta attorno e nelle situazioni che viviamo. E agire di conseguenza.
Quando, invece, non c’è questo costante “allenamento” della veglia, che nasce dalla fede, tendiamo ad allontanarci dal Signore e a vederlo lontano e distante; ci addormentiamo anziché vegliare. Nella prima lettura, dal libro del profeta Isaia, si sottolinea proprio questo aspetto. Il popolo ebraico percepisce Dio come lontano e sembra quasi incolparlo di averli abbandonati. Sentirebbero il bisogno di un contatto più concreto con Lui (esclamano infatti: “se tu squarciassi i cieli e scendessi!”).
Anche i periodi più bui, però, in cui avvertiamo di essere lontani da Dio, possono trasformarsi in un’opportunità di crescita. Dopo il contrasto, infatti, c’è l’occasione della riconciliazione con Lui, come ci insegna la parabola del figliol prodigo, il cui ritorno al padre è motivo di grande gioia.

1a doemnica di avvento anno b – clicca sopra per leggere la parola di Dio

ISTANZE PRELIMINARI PER UNA RIFORMA DELLA VITA DELLA CHIESA (3)

Infine una terza istanza molto importante è la dimensione ecumenica. Papa Francesco fin dall’inizio del suo Pontificato ha rilanciato il dialogo ecumenico con i nostri fratelli cristiani di altre Chiese, ma per molti versi questo sembra ancora un ambito di interesse relativo. L’unità dei cristiani, la preghiera per l’unità dei cristiani, non è un argomento riservato ai pontefici o agli studiosi ma dobbiamo capire che è un’urgenza che ci riguarda. Celebrare l’Eucarestia in Chiese separate è una cosa che non va bene, ma come pensiamo di convertire coloro che non credono, se nemmeno noi cristiani non sentiamo l’esigenza dell’unità e del camminare insieme nell’unica fede e nell’unica Chiesa ?
Pregare per l’unità e vivere cercando di conoscere ciò che fanno le altre Chiese cristiane è un’esigenza da riscoprire. Altrimenti è come vivere la fede nella mia parrocchia e non sapere che cosa fa la parrocchia accanto alla mia distante di alcuni chilometri; questo oggi non è più possibile.
Oggi i cristiani sono una minoranza in una marea di indifferenti ma c’è il rischio di seppellire la novità del Vangelo attraverso la contro testimonianza di divisioni incomprensibili per gli uomini di oggi.
Ma può sorgere la domanda: io che cosa ci posso fare di fronte a tutto ciò, come operare in concreto per l’unità della Chiesa ? Un modo concreto che ciascuno può vivere è la riscoperta del dialogo tra di noi. La nostra esistenza rischia di essere oggi un monologo continuo, perché incapaci di dialogare ma solo di far valere le nostre intenzioni e mai di mettersi in ascolto di ciò che l’altro vuole comunicarmi. Il dialogo è l’arma contro la guerra a livello planetario. Una seconda cosa da ripensare è la preghiera di richiesta al Signore di conversione. Spesso, noi cristiani siamo esigenti con gli altri (è un vizio che ci portiamo dietro da anni), con coloro che non frequentano la Chiesa, ma non muoviamo un passo per la nostra conversione personale.

2 Replies to “E’ domenica (29-11-2020) – 1a domenica di Avvento anno b”

  1. Mary Coppolecchia

    In questa prima domenica di avvento mi fa riflettere un verso della prima lettura:”se tu squarciassi i cieli e scendessi”..e ho pensato che è proprio questo che Dio ha fatto per noi, ha risposto al grido del suo popolo che lo invoca e lo supplica attraverso le parole di Isaia .Infatti nella sua venuta al tempo stabilito ,Dio è disceso dal cielo, si è fatto bambino , accolto da una mamma e un papà, in una misera stanza di rifugio forse della vecchia proprietà che Giuseppe aveva a Betlemme..Il tempo dell’avvento inizia come una bellissima promessa di speranza proprio con le parole del Profeta: noi ti chiediamo di squarciare i cieli e discendere .. e Tu Signore a questo ci prepari , perché l’hai fatto davvero!

  2. Riccardo

    Il brano del Vangelo secondo me si può ricollegare a quello di Matteo in cui Gesù annuncia che saranno accolti nel Regno dei Cieli coloro che hanno fatto del bene a “i più piccoli”, cioé agli ultimi, a chi é in difficolta, a chi é povero e affamato, a chi é nel bisogno.E la veglia a cui dobbiamo prepararci é quella dell’attenzione necessaria per capire chi si trova “tra i più piccoli”, perche tra loro c’é Gesù a amandoli ameremo il Maestro

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