E’ Domenica (8-05-2022) – 4a domenica di Pasqua anno c

COMMENTO AL VANGELO IV DOMENICA DI PASQUA

Nel breve brano tratto dal Vangelo secondo Giovanni di questa quarta domenica di Pasqua, Gesù sintetizza in pochi versetti la figura del buon Pastore, che egli incarna in tutte le sue qualità.
Egli è un pastore attento e misericordioso, che conosce tutte le sue pecore, ed esse, a loro volta, ascoltano la sua parola e lo seguono docilmente. L’amore del Pastore per le sue pecore è talmente grande che dona per loro tutto sé stesso: offre la sua vita. Il buon Pastore chiama gli uomini alla salvezza, dando loro la vita eterna, se essi si mettono alla sua sequela, mettendo in pratica la sua parola, che è verità e vita. Così facendo, l’uomo è nelle mani protettive e misericordiose di Dio, da cui nessuno potrà mai strapparlo.
È necessario, pertanto, “ascoltare la sua voce”, mettersi in ascolto della sua Parola, per poter approfondire sempre più la nostra conoscenza del buon Pastore e maturare la scelta di seguirlo, non passivamente ma alla luce di un discernimento sincero.
Bisogna quindi rispondere con convinzione alla chiamata di Gesù, buon Pastore, credendo in Lui e partecipando alla celebrazione dell’Eucaristia: solo così possiamo accogliere veramente il suo invito, facendo entrare in noi la sua parola e lasciandola operare nel nostro cuore. Infatti, la relazione fra il pastore e le sue pecore non è “a senso unico”, ma c’è un continuo scambio di amore. Il Pastore ama e si prende cura del suo gregge, che a sua volta si affida con fede a Lui per formare una comunità unita nel suo amore.

ETICA E POLITICA NELLA GUERRA IN UCRAINA

Quando il 24 febbraio le truppe russe invasero l’Ucraina, con l’evidente intento di soffocare la libertà di un popolo che in passato tante volte era stato umiliato e schiacciato dai potenti del Cremlino, un giusto moto di indignazione si sollevò dalla grande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale. Non possiamo valutare quella guerra, comunque la si voglia chiamare, soltanto nei termini asettici della realpolitik, mettendo tra parentesi la questione morale. Ne sono una conferma le reazioni di fronte alle atrocità di civili uccisi a sangue freddo a Bucha, che hanno evidenziato la disumanità di questa aggressione. Da qui l’approvazione che è stata data, fin dall’inizio, all’invio di armi che consentissero al coraggioso popolo ucraino di difendere la propria terra. Al di là di ogni logica di successo, questa scelta si è imposta perché è apparsa giusta.
Già in questa fase si erano levate delle voci di dissenso, in nome di un pacifismo che avrebbe preferito la resa incondizionata degli aggrediti ai sacrifici e ai lutti provocati dalla loro resistenza. Anche questa era una valutazione morale del problema politico, che, però, nasceva da una concezione molto riduttiva della pace, identificata con l’assenza di guerra. “La pace non è soltanto assenza di guerra, ma una condizione generale nella quale la persona umana è in armonia con se stessa, in armonia con la natura e in armonia con gli altri.” (Papa Francesco 4 gennaio 2015).
S. Agostino parlava di “tranquillità nell’ordine”, dove “ordine” implica prima di tutto libertà e giustizia. Giovanni Paolo II nel messaggio della Giornata della pace del 1984 distingueva il significato di “pace” da quello di “pacifismo”: l’uomo di pace, osservava, “ha il coraggio di difendere gli altri che soffrono e rifiuta di capitolare davanti all’ingiustizia, di compromettersi con essa, e, per quanto ci sembri paradossale, anche colui che vuole profondamente la pace rigetta ogni pacifismo che equivalga a debolezza o a semplice mantenimento della tranquillità. In effetti quelli che sono tentati di imporre il loro dominio incontreranno sempre la resistenza di uomini e donne intelligenti e coraggiosi, pronti a difendere la libertà per promuovere la giustizia”. Un pacifismo che rivendichi la ricerca della pace ad ogni costo dimentica che ci sono dei costi incompatibili con l’idea stessa di pace, e che c’è una legittima difesa che può richiedere il ricorso alla forza per contrastare la violenza.
La contrarietà alla mobilitazione in favore degli ucraini, però, oltre alle motivazioni etiche, ne ha anche altre, di natura utilitaristica. Alcuni hanno insistito sui danni e sui disagi che le sanzioni alla Russia avrebbero provocato alla nostra economia e al nostro tenore di vita. Si teme che il venir meno delle forniture di gas e petrolio russi ci costringano a soffrire il freddo d’inverno e il caldo d’estate. Si è sottolineata la diversità di interessi tra noi italiani e gli Stati Uniti. Si è parlato di una “guerra per procura”, combattuta dagli americani sulla pelle degli europei. A queste argomentazioni si è risposto che la difesa della libertà di un popolo vale più di tutti i vantaggi materiali a cui dovremmo rinunciare e che, pur essendovi delle diversità di interessi, vi è con gli Stati Uniti una convergenza di fondo su valori essenziali che in questo momento la Russia sta calpestando.
Più seria e inquietante è un’obiezione che nasce da una più ampia visione geopolitica del conflitto e che collega l’operazione militare di Putin all’espansionismo della Nato verso est, non rispettando impegni e promesse fatte al tempo della caduta del muro di Berlino. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica hanno aderito alla Nato diversi paesi che facevano parte della stessa Unione e del patto di Varsavia. Questo quadro non poteva non allarmare la Russia e sollevare da parte sua forti resistenze all’ingresso nella Nato dell’Ucraina.. Se si guarda la carta dell’Europa orientale, si vede come si sta verificando un accerchiamento della Russia da parte degli Usa e dei suoi alleati. Che, secondo il parere di Putin e del patriarca ortodosso Kirill, mirerebbero a imporre la loro cultura decadente e immorale.
Sono molti gli indizi che fanno pensare a un preciso disegno di Putin, per ricostruire l’ex Unione Sovietica. Le sue dichiarazioni all’inizio della guerra affermavano che russi e ucraini sono un solo popolo. Allora, la via da seguire avrebbe dovuto essere quella del dialogo, non l’invasione militare.
Invece sia il presidente americano che quello ucraino, pur essendo al corrente dell’imminente attacco di Putin, non hanno fatto nulla per cercare di rassicurarlo. Sicuramente non sarebbe servito ad evitare l’invasione. Ma è un dato di fatto che il paese leader della Nato, non ha fatto nulla per evitare la guerra, mentre si è fortemente impegnato a sostenerla. Così l’iniziale intento di aiutare la vittima a difendersi dal suo aggressore, per arrivare a una onorevole pace, si è trasformato in quello di combattere, di fare la guerra per vincerla. E così si è avviata una escalation di fornitura di armamenti sempre più pesanti all’Ucraina, incitandola ad usarli per attaccare la Russia anche nel suo il territorio. Non è più in gioco la difesa dell’Ucraina, ma uno scontro tra potenze che può terminare solo con la sconfitta e l’umiliazione del nemico. Ci chiediamo se, a questo punto, è ancora l’etica della pace ad ispirare la politica, o non sia quest’ultima a servirsi dell’etica. La verità è che oggi, ormai, non possono uscire vincitori, ma solo perdenti. Putin dovrà rendersene conto. Ma anche l’America e l’Europa farebbero bene a ricordarlo.

4a domenica di Pasqua anno c – clicca sopra per leggere la Parola di Dio

AVVISI
Questa settimana non sarà celebrata la messa delle 7,30 a Massarosa e neppure il martedì mattina a Bozzano e mercoledì pomeriggio a Piano del Quercione.
Martedì 3 – alle 21 in canonica incontro sulla Parola di Dio.
Domenica 8 maggio – festa della mamma. Una rosa a tutte le donne viene consegnata alle messe a Massarosa e benedizione delle mamme. Nel pomeriggio festa di primavera all’ex asilo di Bozzano.
Alle 15,30 Tombola agli Sterpeti.
Martedì 10 – alle 21 parola di Dio in canonica.
Venerdì 13 – alle 21 a Bozzano nelle sale parrocchiali riapre la Tombola.
Sabato 14 – A Bozzano alle 10 Confessione dei ragazzi di 1a Comunione
Agli Sterpeti alle 21 Tombola.
Domenica 15 – a Pieve a Elici alle ore 16 Battesimi.

Nei mesi di Maggio e Giugno coloro che desiderano aprire la loro casa alla sera per la S. Messa e la benedizione a più famiglie è pregato di segnalarlo ai sacerdoti.

ROSARIO MESE DI MAGGIO.
Luoghi di preghiera del Rosario
MASSAROSA i giorni feriali alle 17,30 prima della Messa.
Nella casa di Maria De Rossi agli Sterpeti ogni sera eccetto la domenica alle 21 recita del rosario.
GUALDO
11/5 in Corte.
18/5 Quaivra
25/5 Panicale sempre mercoledì ore 21 in caso di pioggia in Chiesa

2022 8 maggio 2022 – clicca sopra per leggere il foglietto in formato pdf

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