E’ Domenica (8-08-2021) – XIX domenica del tempo ordinario anno b

COMMENTO AL VANGELO – XIX DOMENICA T.O.

Continua anche in questa XIX Domenica del Tempo Ordinario l’ascolto del capitolo 6 del Vangelo secondo Giovanni.
All’inizio del brano, troviamo i Giudei che “si misero a mormorare”. Come il popolo di Israele nel deserto, anche i Giudei mormorano. Il motivo del loro malumore è una frase pronunciata da Gesù, che afferma di essere il pane “disceso dal cielo”. Il popolo ebraico fatica a vedere in Gesù il Figlio di Dio, lo considera soltanto come uomo. Lo identificano in base alla famiglia di provenienza, e ancora non è loro chiara la sua natura divina, perciò l’affermazione di essere disceso dal cielo provoca scandalo e, come detto, mormorazione.
L’invito di Gesù è allora chiaro: “non mormorate tra voi”. Nell’intraprendere un cammino di fede non c’è spazio per le dicerie e le maldicenze. C’è bisogno, invece, di lasciarsi attrarre dal Padre, che ha mandato Gesù sulla terra per la salvezza di chiunque creda in Lui. Dio ci ama di amore infinito, ma sta a noi lasciarci trasportare verso di Lui, affidandoci alla sua volontà. Nutrendoci con il Pane eucaristico e ascoltando la Parola di Dio, permettiamo all’amore di Dio di entrare in noi, per poi a nostra volta portarlo a chi incontriamo.
Ci viene poi detta anche un’altra importante verità: “chi crede ha la vita eterna”. Colpisce in particolare il fatto che Gesù parli al presente (“ha”) e non al futuro (“avrà”). Significa che la vita eterna non ha sede soltanto nel futuro, in un tempo lontano da noi, ma, al contrario, inizia fin da adesso, in questa vita.
Torna, infine, anche il tema del pane, che ci accompagna in queste domeniche. Ancora una volta, Gesù chiarisce che non sta parlando di un pane materiale, ma di Lui stesso, del suo corpo. È un pane di cui cibarsi per avere la vita eterna, la salvezza per cui Gesù è stato mandato dal Padre. Dice Gesù: “Io sono il pane della vita”, “Io sono il pane vivo”, “il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

XIX domenica del t.o. anno b clicca sopra per leggere la Parola di Dio

CONOSCERE GESU’ NELLA SUA VITA UMANA -1-

La fede cristiana non è semplicemente adesione a Dio, ma è innanzitutto adesione a Gesù Cristo, la parola di Dio fatta carne, il Figlio di Dio. Quando però diciamo ‘Gesù’, pronunciamo il nome di un uomo nato da una donna ebrea, un uomo debole, fragile, mortale come noi. Un uomo di carne che è nato, è vissuto ed è morto come ogni essere umano. Così giustamente si parla di ‘storia di Gesù’ perché la sua vita è avvenuta nella storia, nello spazio di una terra e di un tempo limitato. Gesù è stato un uomo con un corpo che si poteva vedere, toccare ascoltare, baciare. Un uomo che ha detto parole compiuto gesti pienamente umani. Come la fede di Israele è stata generata da eventi accaduti nella storia, così anche la fede dei cristiani è nata dall’esperienza degli incontri fatti con Gesù. Il Dio dei cristiani è, dunque, non ‘un Dio o ‘il Dio, ma quel Dio che Gesù ci ha mostrato (Gv 1,18).
Nasce così l’esigenza che Gesù sia conosciuto nella sua vita umana ( non ne abbiamo a disposizione un’altra), proprio quella testimoniata dai Vangeli, quella narrata dai discepoli che hanno posto in Gesù la loro fede e quindi sono diventati ‘servi della Parola’ (Lc 1,2), testimoni affidabili per averlo seguito e aver dato la vita per lui.
Ecco perché è molto importante conoscere la concreta vita umana di Gesù a partire dai quattro Vangeli, e non da film o sceneggiati televisivi, da presunti scritti su Gesù o vite segrete più o meno romanzate.
In una comunità di alcune migliaia di cristiani come la nostra di Massarosa, una quindicina di persone si ritrova comunitariamente a riflettere sulla Parola di Dio ogni settimana. Causa Covid sono momentaneamente sospesi gli incontri sulla Parola in famiglia, ma questo numero esiguo parla di un cristianesimo forse fatto ancora di troppe devozioni, messaggini spirituali non si sa da parte di chi,  che vivacchia sulla Messa domenicale in presenza, mentre tanti la ‘prendono alla televisione’ e così anche se non malati o impossibilitati finiscono per ridurre l’Eucarestia a prendere una ‘bella Messa’ magari mentre si prepara da mangiare o si fanno mille altre cose senza nemmeno ascoltare la Parola Dio. Il monito lanciato dal profeta Amos (8,11-12) è valido anche per la nostra vita e quella delle comunità cristiane:
“Ecco, verranno giorni,
– dice il Signore Dio –
in cui manderò la fame nel paese,
non fame di pane, né sete di acqua,
ma d’ascoltare la parola del Signore.
Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno.”.
-continua-

Avvisi

Domenica 8 – Inizio Campo Giovani a Santa Maria Albiano fino a mercoledì 11 agosto.
Martedì 10 – alle ore 21 in Canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Mercoledì 11 – alle ore 18 S. Messa a Piano del Quercione.
Giovedì 12 – A Massarosa in cappella Dalle ore 17,15 alle 17,45 Adorazione Eucaristica, Vespri e a seguire S. Messa.
Domenica 15– Solennità dell’Assunta. Le Messe hanno il consueto orario estivo con Montigiano alle ore 9. Non c’è la Messa delle ore 11 a Massarosa.

One Reply to “E’ Domenica (8-08-2021) – XIX domenica del tempo ordinario anno b”

  1. Riccardo

    Vi è secondo me un altra indicazione implicita nella parola di questa domenica. Cioè che,se da una parte é necessario che chi si avvicina a Cristo lo faccia perché attratto dal Padre, occorre anche che il nostro cuore e la nostra mente siano aperti, scevri da pregiudizi e pronti al confronto. Diversamente, non saremo in grado di avvicinarci ed entrare nel Messaggio che porterà “un segno di contraddizione” (come dirà Simeone a Maria) necessario per rompere con i vecchi schemi e rinnovare e rinnovarci per arrivare alla fratellanza ed alla pace.
    Ed occorre essere pronti ad operare scelte che potranno anche essere non facili e non comode ma irrimandabili se decidiamo di seguire il Verbo ; pensare di vivere questa esperienza con un occhio ai social ed un orecchio a “quello che dice la gente” non sevono per approcciare la conoscenza di Gesù – come giustamente affermato nel secondo commento. Se abbiamo paura dei “Giudei che mormorano” forse non siamo ancora pronti.

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