E’Domenica (2-01-2022) – II domenica dopo Natale anno c

COMMENTO AL VANGELO – II DOMENICA DOPO NATALE

Con il Natale, che abbiamo celebrato pochi giorni fa, abbiamo ricordato la nascita di Gesù, la venuta sulla terra del Dio fatto uomo. Oggi, II Domenica dopo Natale, il brano del Vangelo consiste nell’inizio del Vangelo secondo Giovanni, che ci parla del Verbo, cioè della Parola.
La Parola è presente da sempre, fin dal principio, dalla Creazione del mondo. È l’origine e il fondamento su cui tutto si basa. È la luce che si contrappone alle tenebre del mondo, che non la accoglie, quando essa si fa carne con la venuta di Cristo, forse perché scomoda e poco “conveniente”.
È fondamentale, invece, che Gesù, il Verbo che si è fatto carne, abbia una posizione prioritaria all’interno della nostra vita. Accogliendo la Parola nel nostro cuore, diventiamo figli di Dio e possiamo fare esperienza del suo amore di Padre per poter poi trasmetterlo agli altri. Affinché il messaggio di amore di Dio potesse giungerci in maniera più efficace, la Parola stessa si è fatta carne in Gesù, che si è fatto uomo come noi. Il versetto “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” porta, quindi, in sé il significato principale del Natale: Dio si fa uomo per l’amore che prova per l’uomo. E lo fa nell’umiltà di una stalla, in una cittadina piccola, di periferia, senza i fasti e gli onori tributati ai potenti della terra.
Tramite la sua Parola, il Signore ci dà un’indicazione da seguire e la venuta di Cristo lo ha reso ancora più chiaro ai nostri occhi. È lui, infatti, la vera sapienza, il modello a cui fare riferimento e con il quale misurare le nostre azioni, ed è la via da seguire per ottenere la salvezza.
II domenica dopo Natale anno c – clicca sopra per leggere la Parola di Dio.

Il cammino della pace passa tra il dialogo, educazione e lavoro

Tre strade per la pace. Le indica Papa Francesco nel messaggio per la 55ª Giornata mondiale della pace di Capodanno 2022: dialogo fra le generazioni, educazione, lavoro. «Oggi ci sono più armi che nella guerra fredda». Esorta a migliorare le condizioni dei migranti che lavorano: «Nonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo costruttivo tra le Nazioni, si amplifica l’assordante rumore di guerre e conflitti, mentre avanzano malattie di proporzioni pandemiche, peggiorano gli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale, si aggrava il dramma della fame e della sete e continua a dominare un modello economico basato sull’individualismo più che sulla condivisione solidale». In sostanza, «c’è un’”architettura” della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della società, e c’è un “artigianato” della pace che coinvolge ognuno in prima persona. Tutti possono collaborare a edificare un mondo più pacifico a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e con l’ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e gli Stati».
Tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è l’opzione del dialogo. Il Papa è particolarmente scosso dalle proteste «Non vax» in questa pandemia nella quale «può esprimersi il meglio delle persone, come dimostrano le numerose testimonianze generose di compassione, condivisione e solidarietà» nel mondo. Ribadisce un pensiero che gli è caro: «Le grandi sfide sociali e i processi di pacificazione non possono fare a meno del dialogo tra i custodi della memoria – gli anziani – e quelli che portano avanti la storia – i giovani –; e neanche si può fare a meno della disponibilità di ognuno a fare spazio all’altro, a non pretendere di occupare tutta la scena». Il dialogo intergenerazionale «è la forza motrice di una politica sana, che non si accontenta di amministrare l’esistente con rattoppi o soluzioni veloci, ma che si offre come forma eminente di amore per l’altro, nella ricerca di progetti condivisi e sostenibili. Senza le radici, come potrebbero gli alberi crescere e produrre frutti?».
I governi investano nell’educazione e sottraggano soldi agli armamenti. «Il disarmo internazionale non può che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio». Constata amaramente: negli ultimi anni «è sensibilmente diminuito il bilancio per l’istruzione e l’educazione, considerate spese piuttosto che investimenti. Eppure, esse costituiscono i vettori primari di uno sviluppo umano integrale: rendono la persona più libera e responsabile e sono indispensabili per la difesa e la promozione della pace: istruzione ed educazione sono le fondamenta di una società coesa, civile, in grado di generare speranza, ricchezza e progresso. Le spese militari, invece, sono aumentate, superando il livello registrato nella “guerra fredda” e sono destinate a crescere in modo esorbitante». Bisogna invertire la rotta con un patto educativo globale «per» e «con» le giovani generazioni, che impegni famiglie, comunità, scuole e università, istituzioni e religioni, governanti e umanità intera nel formare persone mature. Un patto che promuova educazione ed ecologia integrale, secondo un modello di pace, sviluppo e sostenibilità, incentrato sulla fraternità e sull’alleanza uomo-ambiente».
La pandemia ha aggravato molto la questione del lavoro. «Milioni di attività economiche e produttive sono fallite; i lavoratori precari sono sempre più vulnerabili; molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor più nascosti alla coscienza pubblica e politica; l’istruzione a distanza genera regressione nell’apprendimento e nei percorsi scolastici». I giovani in cerca di lavoro e i disoccupati vivono «prospettive drammatiche». Devastante è l’impatto della crisi «sull’economia informale, che spesso coinvolge i lavoratori migranti. Molti non sono riconosciuti dalle leggi, come se non esistessero; vivono in condizioni precarie per sé e per le famiglie, esposti a varie forme di schiavitù e privi di un sistema che li protegga. È più che mai urgente promuovere in tutto il mondo condizioni lavorative decenti e dignitose, orientate al bene comune e alla salvaguardia del creato». E serve un disarmo internazionale. Su questo «la politica è chiamata a svolgere un ruolo attivo, promuovendo un giusto equilibrio tra libertà economica e giustizia sociale».
Di pace Francesco parla con il presidente Sergio Mattarella in visita di congedo il 17 dicembre, vigilia degli 85 anni di Bergoglio. A febbraio 2022 concluderà i sette anni di presidenza. Al centro dei colloqui: pandemia e vaccini, famiglia, educazione dei giovani, migrazioni e i valori della democrazia. I rapporti con la Santa Sede e con il mondo cattolico sono stati ottimi. Parlano della «situazione sociale italiana, con particolare riferimento ai problemi della pandemia e alla campagna di vaccinazione, alla famiglia, al fenomeno demografico e all’educazione dei giovani». Esaminati anche temi internazionali, con «speciale attenzione al Continente africano, alle migrazioni e ai valori della democrazia in Europa». Il Papa dona a Mattarella la prima copia del messaggio per la Giornata mondiale della pace. Tra Vaticano e Quirinale si sono incontrati più volte: 18 aprile 2015, 10 giugno 2017, a Bari il 23 febbraio 2020 alla Messa conclusiva dell’evento «Mediterraneo frontiera di pace» organizzato dalla Conferenza episcopale italiana; il 20 ottobre 2020 all’incontro internazionale di preghiera per la pace in piazza Campidoglio promossa dalla Comunità Sant’Egidio.

AVVISI

Si ringrazia la Confraternita di Maria SS.ma del Carmine e San Rocco per l’offerta fatta alla Chiesa di Massarosa di € 300,00.

Mentre ringraziamo per l’accoglienza del giornalino Incontro in tutte le famiglie, vi invitiamo entro febbraio, per chi lo desidera, a inviare articoli e foto per l’edizione di Pasqua. Non lasciate passare invano l’occasione di inserire anche la vostra voce in questo strumento che ci permette di sentirci più vicini tra di noi.

Per le ristrettezze dovute all’attuale situazione sanitaria anche nel nostro comune di Massarosa abbiamo scelto di sospendere la tombola per alcune settimane. Quindi sicuramente non faremo la tombola del 2 e 9 gennaio e ci faremo vivi quando potremmo ricominciare … il più presto possibile.

ORARIO SANTE MESSE
Sabato 1 gennaio 2022
Ore 08:00 Massarosa
Ore 09:30 Piano del Quercione
Ore 10:00 Bozzano
Ore 10:00 Gualdo
Ore 11:00 Massarosa
Ore 11:30 Pieve a Elici
Ore 18:00 Massarosa
Ore 18:30 Bozzano
Domenica 2 gennaio 2022
Ore 8:00 Massarosa
Ore 9:00 Montigiano
Ore 09:30 Piano del Quercione
Ore 10:00 Bozzano
Ore 10:00 Gualdo
Ore 11:00 Massarosa
Ore 11:30 Pieve a Elici
Mercoledì 5 gennaio 2022
Ore 18:00 Massarosa
Ore 18:30 Bozzano
Giovedì 6 gennaio 2022
Ore 08:00 Massarosa
Ore 09:30 Piano del Quercione
Ore 10:00 Bozzano
Ore 10:00 Gualdo
Ore 11:00 Massarosa
Ore 11:30 Pieve a Elici

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