Vangelo della domenica (13-08-2017)

XIX domenica t.o. anno a – VIVERE ALLA TUA PRESENZA

La presenza di Dio accanto a noi, come ci attesta la rivelazione biblica e cristiana, non è in contrasto con la sua trascendenza: questa indica, infatti, che la presenza è “per noi”, ma è “diversa” da come noi tendiamo a immaginarla. Per questo di Dio non possiamo farci delle immagini, o, quanto meno, dobbiamo avere piena coscienza che tutte le nostre “immagini” sono inadeguate a esprimerne l’essenza e l’agire. In Gesù Cristo, però, abbiamo il “segno” più alto della presenza di Dio nella realtà umana: nella sua manifestazione del Padre siamo resi figli, e perciò siamo anche invitati a porre tutta la nostra vita davanti a lui, a vivere alla sua presenza!


Il racconto della prima lettura anticipa profeticamente quanto verrà annunciato dal vangelo. L’incontro di Elia sul monte Oreb sottolinea un aspetto importante del mistero di Dio e della esperienza religiosa: Dio non si identifica con nessun fenomeno della natura, non si lascia imprigionare da nessun elemento creato, L’esperienza di Elia è dunque significativa per la fede.
In questa luce possiamo comprendere anche l’episodio narrato dal vangelo, di Gesù che “cammina sulle acque”: qui il tutto sfocia in una rivelazione e in una confessione di fede, nella solenne dichiarazione di Pietro che Gesù è “Figlio di Dio”. E’ la rivelazione del dono che si fa vicino, come evoca l’espressione “Io sono”. Si tratta di una presenza liberante: “Coraggio, io sono, non abbiate paura”.
Anche nella seconda lettura il vangelo ci è presentato quale compimento delle attese: per lo stesso Israele, l’ebreo Paolo si preoccupa di confermare: le promesse divine non sono rese vane, rimangono vere ed attuali.

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