Vangelo della domenica (13-12-2015)

RALLEGRATEVI:  IL SIGNORE E’ VICINO!

3 domenica di avvento anno cMentre il paese è nella massima miseria morale e sociale, il profeta Sofonia proclama il suo messaggio e predica al popolo drammi dolorosi a cui sfuggirà solo un piccolo resto. Tuttavia annuncia anche giorni migliori per Gerusalemme (prima lettura).
E’ Dio che si rivela, si fa presente e preserva il popolo dalla guerra; è lui che, col suo amore, permette all’alleanza di riprendere nuovo vigore.
Anche S. Paolo (seconda lettura) conferma questa realtà ed esorta a saper leggere negli avvenimenti questa presenza di Dio.
La vicinanza del Signore è una presenza di Dio nella vita cristiana di ogni giorno, fino al compiersi del tempo. Vivendo questa vicinanza, il cristiano vive nella calma, nella pace, nella preghiera, nella gioia.


Questa vicinanza di Dio rende il cristiano aperto e solidale con tutto ciò che i suoi fratelli, gli uomini, fanno di buono e di sincero. Egli non si rinchiude in una morale tutta sua, e sa invece fare sue le virtù proprie di una generazione, gli slanci propri di una mentalità, i valori inseriti nei modi di pensare. Vedere ed apprezzare tutto ciò che vi è di buono negli altri, con uno sguardo e un giudizio positivi, è l’altro aspetto dell’ottimismo che viene dalla certezza di vivere con Dio.
L’apertura agli altri dipende sempre dalla comunione gioiosa e personale con Dio. Se il Signore è tra noi, se è così vicino, noi “che cosa dobbiamo fare?” (vangelo). I segni di conversione che Giovanni Battista propone a coloro che gli pongono questa domanda sono elementari.
Ma il non fare del proprio “io” la ragion d’essere della propria vita è già un segno sufficiente della conversione al Regno, è un inizio,
L’avere un Padre comune che ci ama è sorgente di gioia per i cristiani, una gioia che dovrebbero comunicare a tutti. Tanti hanno trasformato il cristianesimo in norme e comportamenti da rispettare , e molte assemblee eucaristiche sono noiose in attesa che tutto finisca. Il canto, il colore, il movimento, i gesti, non sempre apprezzati da certi cristiani, sottolineano la riscoperta della gioia nella celebrazione.

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