Vangelo della domenica (14-06-2015)

IL SEME CHE CRESCE

dom XI to anno bPasseggiando in montagna, tra i boschi ,si resta colpiti dagli alberi, dalle loro radici, dalla loro forza. La selva e il bosco hanno una forza sconvolgente. Radici portentose che reggono il dorso della montagna impedendole di franare; oppure si fanno strada tra le rocce, spostandole, avvolgendole con il tronco, che per raggiungere la luce si contorce in sculture che rivelano forza e vigore, caparbietà, fatica e sacrificio. Spesso questi alberi sono secolari, hanno superato incendi, terremoti e siccità. La loro forza dà coraggio e fa alzare dal cuore lodi spontanee alla grandezza e alla generosità di Dio. Eppure questi alberi sono partiti da un seme, un germoglio, comunque qualcosa di piccolo che, grazie alla forza vitale, ha saputo farsi strada e vincere sulla natura circostante.


In Africa e nei paesi poveri del mondo l’esempio di Gesù del seme gettato e che cresce da solo, senza l’azione dell’uomo, è immediatamente comprensibile, perché non si usano concimi o sostanze chimiche che ne possano favorire la nascita e la crescita: il seme fa tutto da solo!.
Ecco, il vangelo di oggi ci parla di questo. Del valore immenso, della forza dirompente che hanno piccoli gesti come il piantare, il seminare.
Dio, come canta anche Maria nel Magnificat, predilige gli ultimi: è la logica del granello di senape, la logica della speranza che nasce dall’intervento di Dio, che sovverte le categorie umane.
La realtà contiene tracce di una promessa di bene, germogli di novità, prospettive di eternità, affidate, prima di tutto, all’agire di Dio (prima lettura). Quando la vita sembra smentire le promesse divine, non bisogna cadere nella disperazione o nella rassegnazione; ai giusti e agli onesti viene riservato un successo che ancora non appare, ma sarà sicuro (salmo responsoriale).
In un tempo di corruzione e di illegalità diffuse, di approfittamenti di ogni tipo, le nostre piccole azioni quotidiane hanno la forza di costruire qualcosa di solido, che sa resistere alle tempeste della vita, come quegli alberi che rendono lode al loro Creatore, facendo ogni giorno in silenzio la volontà di Dio, ciò per cui Dio li ha creati: essere luogo di rifugio e di accoglienza per tutti gli uccelli.
La vita di fede è ascolto e attesa fiduciosa e paziente del fiorire del regno di Dio. Essa è capacità di scrutare la novità di Dio, vivendo una relazione profonda con lui, continuamente chiamati a inventare sintesi personali e comunitarie per ricucire la trama di ogni esistenza alla luce della sua Parola.

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