Vangelo della domenica (14-09-2014)

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

La chiesa celebra oggi il trionfo della croce che è segno e strumento della nostra salvezza. “Nell’albero della croce tu, o Dio, hai stabilito la salvezza dell’uomo, perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita, e chi dall’albero traeva vittoria, dall’albero venisse sconfitto, per Cristo nostro Signore” (prefazio).
Con la croce si è compiuto il giudizio di Dio sul mondo: Gesù, condannato ingiustamente, subisce tormenti che manifestano la profondità della rottura tra gli uomini e Dio. Per questo la croce è innalzata a segno che manifesta per sempre e per tutti l’amore di Dio per noi.
L’uso liturgico che vuole la croce sopra o presso l’altare quando si celebra la messa, rappresenta un richiamo alla figura biblica del serpente di rame che Mosè innalzò nel deserto (1a lettura). Guardandolo, gli Ebrei, morsicati dai serpenti, erano guariti.
L’evangelista Giovanni, nel racconto della passione, dovette aver presente il profondo simbolismo di questo avvenimento dell’esodo, e la profezia di Zaccaria, quando scrive : “Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Zc 12, 10; Gv 19, 37).
Il simbolo della croce ha sacralizzato per secoli ogni angolo della terra ( per es. le cime delle montagne e strade, piazze e sentieri), ogni manifestazione sociale e privata e le pareti dei luoghi pubblici (scuole, uffici, tribunali…) e delle nostre case.
Oggi rischia di essere spazzato via, o, peggio, strumentalizzato da una moda consumistica e da posizioni ideologiche e politiche conservatrici, che difendono i simboli e le tradizioni, ma non i valori.
La croce rimane un simbolo che deve far volgere lo sguardo a tutti i “crocifissi” di sempre: i poveri, gli esclusi, gli stranieri i malati, i vecchi, gli sfruttati, ecc. Essi sono i più degni di essere collocati “al centro” dell’ attenzione delle nostre comunità e della politica.
A noi, figli del benessere verrà la salvezza tramite loro, per i quali è sempre valida la parola del vangelo: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e in carcere e siete venuti a visitarmi…” (Mt 25).
La vera venerazione della croce non piò limitarsi a porla come simbolo nelle chiese, nelle case, per le strade , nelle scuole e negli uffici, o a portarla nelle processioni; essa consiste, prima di tutto nel prendersi cura di tutti coloro che portano la croce del dolore, della povertà, delle guerre, delle ingiustizie e delle esclusioni sociali.

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