Vangelo della domenica (15-09-2013)

XXIVa DOM. DEL TEMPO ORDINARIO:  IL PERDONO CHE RINNOVA NELL’INTIMO

L’amore di Dio verso gli uomini è assolutamente gratuito. Non possiamo pretenderlo come un diritto, né pensare di averlo meritato. Non ci viene mai a mancare.
L’amore umano, invece, è così limitato e chiuso dal nostro egoismo, che raramente si spinge oltre la stretta giustizia o fuori della morale, al punto che noi immaginiamo e spesso insegniamo un Dio vendicatore ed una religione basata sulla paura. In realtà, quando noi chiediamo a Dio la “grazia”, chiediamo la sua “tenerezza” e “pietà”.
Soltanto uno studio attento della parola di Dio può aiutarci a prendere coscienza della valenza e della ricchezza della misericordia di Dio. Questo termine, oggi, abusato anche a causa di realtà che si avvalgono di questo nome senza rispettarne il significato profondo, indica la benevolenza, la solidarietà, l’amore vicendevole, la gratuità che deve esistere tra i membri di una stessa famiglia o di una società, disposti ad aiutarsi tra di loro con amore generoso e gratuito. Per testimoniare la generosità e la gratuità, un tempo, i confratelli delle Misericordie servivano i poveri e gli infermi col volto coperto, ad indicare l’assoluta mancanza di ritorno sotto qualsiasi forma di interesse..
Luca, l’evangelista della tenerezza divina, racconta spesso di Gesù alla ricerca dei più abbandonati, dei poveri, dei peccatori, facendo così sprigionare il fondamento della nostra religione che è l’atteggiamento di coloro che sono presi nel vortice dell’amore assoluto di Dio. Sono numerosissime le persone che non sono amate da nessuno, spesso rifiutate, per le quali non si ha alcun riguardo, se non per la resa economica o il consenso che possono portare politicamente. Qualche tempo fa una persona che si era rivolta ad un amministratore per chiedere aiuto, mi raccontava si era sentito rispondere: “non sei dei miei. Non mi dai neppure il voto”. Molte persone sanno che quando non sono più utili, nessuno si interessa più a loro. Eppure la felicità nasce solo se si è riconosciuti, stimati, apprezzati, amati. Solo l’amore è capace di trasformare, ma ad una condizione: di essere gratuito e libero.
Gesù ci ha rivelato un Dio che è amore e misericordia. Un Dio così stenta a trovare posto nella nostra società e nelle nostre coscienze. Preferiamo pensarlo come un parafulmine che, se siamo bravi, ci protegge dalle disgrazie.
Il nostro Dio, invece, così come lo conosciamo dalla sua parola, vuole darci tutto ciò che nessun altro è in grado di darci: sentirci amati, uno per uno, in modo assoluto. Quando ci accorgiamo che Dio ci ama così, allora sentiamo che lo stare lontano da Lui e dagli altri per altre ragioni umane è perdere tempo, è perdere Dio.

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