Vangelo della domenica (17-11-2013)

XXXIII DOM. DEL TEMPO ORDINARIO
 IL REGNO DI DIOE’ TRA NOI MA NON E’ COMPIUTO

Il nostro Dio è un Dio d’amore. Non salva l’uomo senza di lui, perciò stringe alleanza con il suo popolo: la salvezza è l’incontro di due fedeltà. Ma se Dio è fedele, il popolo no. I profeti annunciano la speranza e l’attesa di un uomo che finalmente saprà dare a Dio una fedeltà assoluta e incondizionata: il Messia. Egli darà l’avvio e nuovi cieli e a una nuova terra, e renderà il cuore dell’uomo sensibile all’azione dello Spirito. Egli riunirà tutti gli uomini dai quattro venti, perché tutti sono chiamati ad essere figli del Padre. Gerusalemme è condannata, perché ha tradito la sua missione trasformando in privilegio per sé il servizio da rendere a tutti i popoli: essa non ha rinunciato al suo particolarismo.
Dopo la risurrezione di Gesù, il raduno dell’intera umanità in una comunione di amore con Dio avviene gradualmente e il mondo entra in una fase decisiva della sua crescita, in vista della ricapitolazione universale in Cristo Gesù.
Al centro di questo dinamismo la chiesa ha una parte essenziale, in quanto è il Corpo di Cristo. E come tale deve seguire la via del Maestro: la morte per la vita. E deve ancora superare la tentazione di identificarsi con il regno definitivo e di rinchiudersi nel particolarismo.
I muri di separazione che i popoli e le culture non cessano di elevare tra loro sono fondamentalmente l’ostacolo più grave alla riunificazione dell’universo.
La missione della chiesa è di superare questo ostacolo. Il mezzo è l’amore dei nemici che abbatte le barriere poste dall’uomo. Oggi più che mai ci si rende conto della straordinaria ampiezza del compito della chiesa.
Uno dei problemi fondamentali del nostro tempo è l’incontro delle culture. E’ problema politico, sociale, economico, culturale, ma non solo: Senza l’amore gratuito ed universale, non potrà mai avviarsi a soluzione.
La chiesa ha questo compito: dare senso alla storia degli uomini, ma anche denunciarne le ambiguità e gli errori. E’ perciò di fondamentale importanza che la chiesa si lasci guidare dallo Spirito nel discernere gli eventi della storia, conducendoli con fiducia e senza esitazioni, sempre di più verso quella meta di unificazione universale che è propria del regno di Dio

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