Vangelo della domenica (19-07-2015)

Riflessioni del Vangelo

XVI domenica del t.o. anno b                                      SERVI DEL GREGGE NON PADRONI

XVI dom t.o. anno bProfondamente  radicata nell’immagine dell’”arameo errante”, come furono Abramo e i patriarchi di Israele, la metafora del pastore che guida il gregge esprime in modo mirabile le caratteristiche dell’autorità.
Il pastore è una guida che ama. E’ un uomo forte, capace di difendere il suo gregge contro le bestie feroci, ed è pure delicato con le sue pecore, conoscendo il loro stato, adattandosi alla loro situazione, portandole sulle sue braccia, amando teneramente l’una o l’altra “come una figlia”. La sua autorità è indiscussa, fondata sulla devozione e sull’amore.

Ma spesso l’autorità diventa una tentazione… Molte volte i pastori di Israele sono stati infedeli alla loro missione. Non hanno cercato Dio, si sono rivoltati contro di lui non occupandosi del gregge, ma pascendo se stessi, lasciando che le pecore si smarrissero e si disperdessero (1° lettura). Ma Dio prenderà in mano il gregge, lo radunerà, lo condurrà e lo farà riposare in pascoli erbosi e ad acque tranquille (salmo responsoriale). Poi lo provvederà di “pastori secondo il suo cuore”, finché non ci sarà che un solo gregge sotto un solo pastore.
Questa promessa si realizza pienamente in Gesù del quale il vangelo di oggi dice che “si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore”. Al tempo di Gesù, infatti ,i capi sfruttavano il popolo, mentre Gesù e i suoi discepoli si prodigavano al punto che non trovavano neanche il tempo per mangiare.
In una chiesa che vuole porsi a sevizio degli uomini e del mondo, non solo i pastori devono avere una posizione di servizio, ma tutti i cristiani. Il cristiano non può vivere né per sé, né a sé. Egli appartiene a una comunità, e deve avere, nella docilità allo Spirito che anima questa comunità, la disposizione a servirla: “Voi non appartenete a voi stessi” (1Cor 6,19).

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