Vangelo della domenica (2-04-2017)

5A DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A
DAL PROFONDO A TE GRIDO, O SIGNORE

La “risuscitazione” di Lazzaro è, nel vangelo di Giovanni, l’ultimo dei grandi “segni” che connotano il ministero pubblico di Gesù. Esso prefigura l’annuncio della risurrezione, nella quale Dio si rivela come signore della vita che prevale sulla morte. Il segno di Lazzaro ci parla perciò di un Dio a difesa della vita in tutte le sue forme: attraverso Gesù egli inaugura una nuova creazione e ci chiama ad essere suoi collaboratori nella realizzazione di tale progetto: egli vuole renderci partecipi della sua stessa vita, oltre il tempo e lo spazio, una vita che ha tuttavia il suo inizio in questa nostra esistenza.


Nell’ascolto del racconto del vangelo non possiamo fermarci ad un primo e superfluo aspetto: quello della rianimazione dell’amico defunto. Il messaggio è più radicale: la morte, questa nemica irriducibile dell’uomo, può essere vinta in maniera definitiva solo da Dio. Ed egli ci ha aperto questa possibilità in Cristo. Per questo l’esperienza cristiana non è un dramma di tristezza, ma piuttosto un’attesa carica di speranza.
La vera rinascita dell’uomo, come ci ricorda la prima lettura, non sarà però una conquista dell’uomo, non proviene dalle sue conoscenze o dalle tecniche più raffinate, ma sarà opera dello Spirito di Dio.
Perciò la seconda lettura può giustamente richiamarci ad una verità fondamentale della fede cristiana: noi non siamo sotto il dominio della carne, poiché lo Spirito di Dio abita già ora in noi.

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