Vangelo della domenica (20-08-2017)

domenica XX t.o. anno a – LA PORTA STRETTA

Il richiamo alla “porta stretta”, del vangelo di oggi, non deve scoraggiare, ma aiutare a prendere consapevolezza del limite che contrassegna il nostro cammino verso la pienezza della vita: esso è metafora che invita a cogliere tutte le occasioni e le opportunità per aderire all’offerta da parte di Dio. Dio si rivela come la forza che permette di affrontare la vita: la sua destra è garanzia di salvezza.

Chi si affida a lui sa che Dio non abbandonerà l’opera delle sue mani: il credente sa però anche che di fronte a Dio non può essere che umile: nessuna pretesa, nessuna arroganza. Di fronte a Dio non abbiamo motivi per insuperbirci. Egli rivela la sua gloria risollevando il servo che confida in lui e guidando il suo cammino.
L’invito a far parte del regno di Dio è rivolto a tutti noi, ma il vangelo di Luca richiama i discepoli di Gesù alla loro responsabilità: il regno di Dio è simboleggiato da un banchetto, una opportunità di incontro e di comunione, ma questa opportunità va accolta e vissuta in tutte le sue dimensioni. E’ un dono, e richiede umiltà, l’umiltà delle condizioni necessarie al banchetto: la comunione di mensa, infatti, rivela il volto di chi ci sta vicino, e anche delle sue necessità. Quale esempio, già la prima lettura ci parla di una comunione universale, non esclusivista, ma aperta all’accoglienza: l’utopia che tutti i popoli possano radunarsi nel tempio di Dio. Un sogno che potrà parzialmente realizzarsi attraverso la disponibilità dei credenti. Questo chiede conversione del cuore.
In tale prospettiva la seconda lettura interpreta le difficoltà e le prove come “correzione” da parte del Signore che “ama e percuote chiunque riconosce come figlio”.

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