Vangelo della domenica (22-06-2014)

CORPUS DOMINI CRISTO RIMANE SEMPRE CON NOI

L’uomo fa l’esperienza singolare di una persona misteriosa ma reale, che tocca il centro del suo essere; una presenza che ispira un ineffabile sentimento di fiducia, di sicurezza, e che lo appella nell’intimo. E’ la rivelazione e la presa di coscienza della presenza creatrice di Dio che ci fa esistere, di quel Dio “nel quale viviamo, ci muoviamo, ed esistiamo” (Atti 17,21), una presenza che “sostenta” l’uomo, lo “nutre” (1a lettura).
La presenza di Dio in mezzo a noi ha assunto, nella storia, la forma visibile e tangibile di Gesù, immagine visibile del Dio invisibile, rivelatore del mistero del Padre. La sua incarnazione e nascita a Betlemme da Maria vergine, è l’apice di una lunga serie di segni attraverso i quali il Dio vivente aveva fatto sentire la sua presenza. Dopo l’ascensione, che lo sottrae alla sensibile esperienza degli uomini, la presenza di Gesù cambia segno, ma non realtà. Egli resta e si dona sotto i segni del pane spezzato e del vino, nei quali offre il suo corpo in cibo e il suo sangue in bevanda di salvezza e di vita. Egli rimane con noi sino alla fine del mondo.
Ora noi possiamo incontrare Gesù attraverso la “memoria” di lui, specialmente la memoria liturgico-sacramentale. Durante la celebrazione liturgica noi facciamo, infatti, memoria di Gesù, della sua vita, della sua morte, della sua risurrezione, rendendolo in tal modo presente in mezzo a noi. Non si tratta, però, di una presenza disincarnata, di una memoria che si affida solo al ricordo. Si tratta di una memoria che, attraverso i segni del pane e del vino mangiati e condivisi dalla comunità, rende presente Cristo nella sua realtà e nel mistero che ci vengono comunicati.
Poiché Cristo è al centro e al culmine di tutta la storia della salvezza, l’Eucarestia, memoriale della sua passione-morte risurrezione, è ricordo e celebrazione di tutta la storia della salvezza: lo è delle vicende di Israele, “popolo di Dio “; della vita di Cristo, della storia e della vita attuale della chiesa, “nuovo popolo di Dio”.
Nella memoria si conserva il passato. Ogni evento umano si compie in modo transitorio: unico e irripetibile. Non lo possiamo trattenere né richiamare quando è passato. In questo sta il suo valore ed anche il suo limite, la sua preziosità e la sua transitorietà, la sua bellezza e la sua impotenza. L’Eucarestia è una memoria diversa. E’ una commemorazione nella quale l’elemento psicologico e quello ontologico si congiungono in una unità superiore. E’ una epifania sacramentale della Pasqua, che si può conoscere soltanto per mezzo della fede: è una memoria di fede.

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