Vangelo della domenica (23-02-2020)

Riflessioni del Vangelo

VII domenica del t.o. anno a -SIAMO DI CRISTO SE AMIAMO COME LUI

La Parola di questa domenica contiene tre forti inviti che val la pena raccogliere perché il seme gettato da Dio trovi una terra feconda.
La prima lettura invita l’uomo ad aprirsi alla verità, al confronto e ad eliminare tutto ciò che nella propria vita potrebbe portare a “covare rancore, odio e vendetta”, Ciò che serve non è la “denuncia” sterile e fine a se stessa, ma l’amore per l’altro, il farsi carico, decidendo il bene.


La partenza, come ricorda Paolo nella seconda lettura, è la santità di Dio. E’ santo il Dio della Torah ed è santo il Dio del Nuovo Testamento a patto che nella comunità dei credenti abiti lo Spirito di Dio che “rende vani i progetti dei sapienti” e non permette che siamo divisi sulle “nostre” convinzioni terrene o sulle appartenenze, ma ci spinge all’unità e alla comunione in un solo Dio.
Il vangelo pone l’accento sul duplice aspetto dell’amore che non finisce alla “legge del taglione” (occhio per occhio, dente per dente), superando enormemente il criterio della giustizia distributiva accentuando il comandamento dell’amore che trasborda fino ad inglobare, il perdono e l’attenzione ai nemici. Il punto di riferimento è Dio, Santo e Padre da imitare nel suo amore. Amore che Gesù ci ha fatto conoscere e sperimentare e, dunque, grazie allo Spirito Santo, possibile da vivere.

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