Vangelo della domenica (23-08-2015)

“DA CHI ANDREMO? TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA”

domenica XXI to anno bQuando è che si può dire che una persona ha fede? Molti ritengono che la fede è l’adesione della mente a delle frasi che l’autorità ecclesiastica afferma essere vere (dogmi). Per molti altri è una specie di ottimismo che nutre una speranza tenace, che non viene meno.
Papa Francesco, nell’enciclica “Lumen Fidei” afferma che: “Cristo non è soltanto colui in cui crediamo, la manifestazione massima dell’amore di Dio, ma anche Colui al quale ci uniamo per poter credere.
La fede non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere”.


“Fede” è un rapporto coinvolgente con Gesù e, assieme a lui, con Dio Padre. Non è solo un atto della mente, costretta dalla volontà a ritenere vere delle affermazioni, ma è qualcosa che coinvolge tutta la persona e la apre ad una progressiva e crescente comunione con Gesù, così che egli possa cambiare il mondo dei nostri desideri, la scala dei valori in base a cui decidiamo, il senso che diamo alle persone e alle cose in mezzo alle quali viviamo, il nostro comportamento. E’ questo concetto che afferma il popolo di Israele, una volta insediato nella terra promessa, nella assemblea di Sichem, di fronte a Giosuè (prima lettura). E’ questo che afferma anche Pietro, a nome dei dodici, di fronte alla domanda provocatoria di Gesù (vangelo).
“Colui che crede, dice ancora Papa Francesco, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in nuova creatura, riceve un nuovo essere, diventa figlio nel Figlio… Nella fede l’”io” del credente si espande per essere abitato da un Altro, e così la sua vita si allarga nell’amore. Il cristiano può avere gli occhi di Gesù, i suoi sentimenti, la sua disposizione filiale, perché viene reso partecipe del suo Amore, che è lo Spirito”.
Solo a questa condizione egli diventa capace di amare anche i nemici e di accogliere e servire tutti.
Nella seconda lettura, S. Paolo fa vedere come questo amore trasforma anche il rapporto tra marito e moglie. In una cultura che non mette sulla stesso piano l’uomo e la donna, la fede ispira un amore che porta verso il riconoscimento della pari dignità, in un amore che si fa dono, servizio e dedizione.

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