Vangelo della domenica (24-11-2013)

GESU’ RE DELL’UNIVERSO
CRISTO SIGNORE DELLA PACE E DELL’UNITA’

Cristo è re, chiamato a guidare il popolo di Dio, ad esserne condottiero (1a lettura), la sua regalità è di origine divina ed ha il primato su tutto, perché in lui il Padre ha posto la pienezza di tutte le cose (2a lettura). Il vangelo di Luca presenta la regalità di Gesù riportando la parodia della sua investitura che si svolge intorno alla croce, trono improvvisato del nuovo messia.. L’iscrizione sopra la croce è la proclamazione di questa investitura: “Gesù Nazareno Re dei Giudei”.
Come ogni cosa importante nella legge mosaica, è necessario che l’intronizzazione sia riconosciuta da due testimoni che, in questa investitura ridicola, sono rappresentati da due malfattori.
Per Gesù, il modo di esercitare la sua regalità su tutti gli uomini, compresi i nemici, è quello di offrire loro il perdono. Inaugurando sulla croce una nuova umanità, rispetto a quella a cui Adamo aveva dato inizio nel paradiso terrestre, Gesù invita il buon ladrone a prendervi parte. Il nuovo “paradiso” comincia con dei convertiti.
I termini re e messia risuonano intorno alla croce in frasi beffarde e provocanti. In questa situazione Gesù compie un gesto veramente regale e assicura al malfattore pentito l’ingresso nel regno del Padre. Anche nei confronti degli avversari più accaniti Gesù dice parole di perdono: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Esercita e manifesta, così, la sua regalità non nella affermazione di un potere dispotico, ma nel perdono e nella riconciliazione. Cristo è re perché perdonando e morendo per la remissione dei peccati, crea una nuova unità fra gli uomini. Spezzando la spirale dell’odio offre la possibilità di un nuovo futuro.
Riconoscendo che Gesù è re, noi crediamo che anche la realizzazione dell’uomo può avvenire solo nell’obbedienza alla volontà del Padre. La vita a cui siamo chiamati è la stessa di Cristo: il servizio e il dono di sé per i fratelli. Vivendola noi confessiamo la sua signoria e diveniamo, come lui, uomini di pace e di riconciliazione.
Nella chiesa, l’autorità è data come servizio, non per l’affermazione personale, ma in funzione dell’unità e della carità.
Cristo, buon pastore, è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita (Gv 10,11).

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