Vangelo della domenica (27-01-2013)

965DOMENICA 27 GENNAIO: III° DEL TEMPO ORDINARIO
UNA COMUNITA’ IN ASCOLTO

 Il cristianesimo è rivelazione: Dio si rivela  e si comunica all’uomo nella storia. Tale rivelazione-comunione è resa presente nella storia attraverso il segno della parola al cui vertice sta Gesù di Nazareth  la Parola di Dio vivente, incarnata. Non è tanto lo sforzo che fa l’uomo per raggiungere e conoscere Dio, quanto l’atto di Dio che si dona e si unisca all’uomo. La Bibbia è la letteratura di un popolo: in essa sono raccolte le vicende, le sofferenze, le angosce, le gioie e le speranze della storia di un popolo; le riflessioni dei saggi, le liriche, gli inni dei poeti, le canzoni popolari fino alla vita delle primitive comunità cristiane.
Tutto questo è certamente “rivelazione dell’uomo”, ma è insieme “rivelazione di Dio”. La storia passata è letta come parola di Dio perché alla sua luce possiamo leggere la nostra storia, la nostra vita, e scoprire e incontrare Dio nelle vicende del nostro quotidiano.
Il popolo di Dio, per ricostruirsi dopo l’esilio cerca la sua più profonda identità e unità nella parola di Dio (prima lettura). Anche oggi la Chiesa trova la sua identità nella parola di Dio, da essa si lascia continuamente giudicare e convertire. La stessa ragione d’essere della Chiesa sta nell’annunciare questa parola e nel testimoniarla come fedele discepola di Cristo, Figlio di Dio, maestro e redentore di tutti gli uomini. Il Cristo, capo della Chiesa (seconda lettura) è il Cristo maestro, il Cristo-Parola (vangelo). E’ lui che unifica la molteplicità e diversità delle membra in un solo corpo, è lui che unendo con la sua parola viva le menti e i cuori crea l’unità della fede e della comunità dei credenti.

 

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