Vangelo della domenica (28-10-2018)

domenica XXX del t.o. anno b -IL CAMMINO DELLA FEDE

In quanto credenti siamo sempre come il cieco di cui narra il vangelo di questa domenica, possiamo gridare “Gesù, abbi pietà di noi” e “Che io abbia la vista!”.
Anche per noi, infatti, il credere non è un atto scontato, ma è piuttosto un cammino impegnativo che richiede sempre orientamento e scelte, ha bisogno di luce e di sostegno. Anche per noi è sempre necessario che Gesù “passi di là”, ossia si manifesti nella nostra quotidianità, così che lo si possa incontrare: una manifestazione che rimane misteriosa ed esige la nostra attenzione e apertura di cuore e mente.


Il vangelo di oggi è costruito su un dialogo tra il cieco e Gesù. Il cieco, che non vede Gesù ma ne intuisce la presenza da quanto accade intorno a lui, ha il coraggio di gridare a lui la sua sofferenza. Il segno operato da Gesù richiama questo bisogno di aiuto e di luce. La conclusione è illuminante anche per noi: “subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada”.
La prima lettura descrive la gioia del ritorno in patria degli esuli. Geremia presenta il ritorno come opera di Dio: essa è figura e, per così dire, un anticipo della salvezza promessa da Dio al piccolo resto che gli è rimasto fedele.
Nella seconda lettura l’autore della lettera agli Ebrei presenta Cristo come guida e luce dei cristiani. Egli è ora il mediatore della salvezza e in questo consiste il suo ruolo sacerdotale: egli rivela il volto di Dio a chi lo cerca.

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