Vangelo della domenica (29-06-2014)

Ss. APOSTOLI PIETRO E PAOLO
DISCEPOLI E MISSIONARI

5614Simone era un pescatore di Cafarnao, sul lago di Genezaret. Il fratello Andrea lo introduce al seguito di Gesù, ma è probabile che sia stato preparato a questo incontro da Giovanni Battista. Gesù gli cambia nome e lo chiama “Pietra”, per realizzare nella sua persona il tema della pietra fondamentale. Simon Pietro è uno dei primi testimoni che vede la tomba vuota ed ha una speciale apparizione di Gesù risorto.
Dopo l’ascensione egli prende la direzione della comunità cristiana, enuncia le linee programmatiche della Buona Novella e, per diretto intervento dello Spirito Santo, è il primo a prendere coscienza della necessità di aprire la Chiesa ai pagani.
Paolo discute con lui ad Antiochia per invitarlo a liberarsi dalle pratiche ebraiche. Arrivato a Roma, Pietro diventa l’apostolo di tutti e compie pienamente la sua missione di “pietra angolare”, riunendo in un solo “edificio” i giudei e i pagani e suggella questa sua missione con il suo sangue.
Paolo, dopo la conversione sulla strada di Damasco, percorre, in quattro o cinque viaggi, il Mediterraneo. Fa il primo viaggio in compagnia di Barnaba: partono da Antiochia, si fermano nell’isola di Cipro e poi percorrono l’Asia Minore, l’attuale Turchia,. Dopo il concilio degli apostoli a Gerusalemme, Paolo inizia un secondo viaggio, questa volta quale espressamente “inviato” dei dodici. Riattraversa l’Asia Minore, evangelizza la Frigia e la Galazia, dove si ammala.
Passa poi in Europa assieme a Luca e fonda la comunità di Filippi (Grecia settentrionale). Dopo un periodo di prigionia evangelizza la Grecia: ad Atene la sua missione si incaglia davanti ai filosofi; a Corinto fonda la comunità che gli dà più fastidi. Poi rientra ad Antiochia.
Un terzo viaggio lo porta alle chiese fondate nella attuale Turchia, specialmente a Efeso, e poi in Grecia e a Corinto. Di passaggio a Mileto annuncia agli anziani le sue prove imminenti. Infatti, poco dopo il suo ritorno a Gerusalemme, è arrestato dagli Ebrei e imprigionato.
Essendo cittadino romano, Paolo si appella a Roma.
Intraprende così un quarto viaggio, verso Roma, ma non più in stato di libertà. Arriva a Roma verso l’anno 60 o 61, è trattenuto in prigione fin verso il 63; intanto, approfittando di alcune facilitazioni, entra in frequente contatto con i cristiani della città e scrive le “lettere dalla prigionia”.
Liberato dalla prigione nel 63, probabilmente compie un ultimo viaggio in Spagna o verso le comunità dirette da Timoteo e Tito, ai quali scrive delle lettere che lasciano intravvedere la sua prossima fine. Arrestato e di nuovo imprigionato, Paolo subisce il martirio intorno all’anno 67.
Pietro e Paolo: due nomi che lungo i secoli hanno personificato la chiesa intera nella sua ininterrotta Tradizione; con la loro predicazione, infatti, il Signore ha “dato alla chiesa le primizie della fede cristiana”. I loro nomi sono sinonimi di tutto il collegio apostolico, come pietre fondamentali della fede.

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