Vangelo della domenica (30-04-2017)

III dom di Pasqua anno a – IN MEMORIA DI ME

La memoria di Gesù morto e risorto è il centro di ogni celebrazione sacramentale delle comunità cristiane, ma in modo del tutto particolare della celebrazione eucaristica: qui il segno dello “spezzare il pane” rimanda allo stesso tempo al corpo “spezzato” sulla croce e al dono perenne e condiviso della sua “vita” per tutti. Vivere l’eucarestia, dunque, è vivere e annunciare al mondo la sconfitta della morte attraverso il dono della vita da parte di Dio. Ma proprio per questo celebrare e vivere l’eucarestia rinvia sempre anche alla lotta umana per la liberazione da ogni forma di corruzione e di alienazione che fa morire l’uomo e la sua speranza di vita.

Nel vangelo i discepoli di Emmaus riconoscono Gesù risorto “nello spezzare il pane”. Nella loro profonda tristezza si inserisce un gesto familiare e intimo: Gesù, “quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la preghiera di benedizione, lo spezzò e lo diede loro”. E’ il gesto che apre loro gli occhi per un significato inatteso: Gesù diventa così una presenza che dà pienezza e senso nuovo alla loro esistenza.
Di qui può partire il cammino della testimonianza, come narra la prima lettura che riprende l’annuncio di Pietro, a nome degli altri apostoli, nel giorno di Pentecoste. Questa presenza è il dono che Dio fa all’umanità.
Perciò la vocazione dei credenti, come ricorda la seconda lettura, è di vivere non sulla base di cose effimere, “come argento e oro”, ma sulla promessa di liberazione ad opera dell’amore di Dio che si è rivelato a noi nella vita di Gesù.

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