Vangelo della domenica (5-07-2015)

IL PECCATO: RIFIUTARE CRISTO

Idolatria e incredulità fanno parte dell’esperienza religiosa del popolo di Israele. Ne è espressione il rifiuto dei profeti e di tutti coloro che mettevano in discussione le sicurezze religiose e proponevano una fede non basata solo sulle tradizioni e le consuetudini consolidate. Il confidare in queste piuttosto che nella continua novità della rivelazione di Dio, è come confidare più in se stessi che in Dio stesso. E’ sostituire se stessi a Dio.
L’incredulità del popolo è sempre stata uno scandalo.
Il rapporto di Gesù con il suo popolo è stato allo stesso tempo tenero e tempestoso. Come i loro padri si erano comportati con i profeti, così gli Israeliti si comportano con Gesù: “sono un popolo di ribelli… sono figli testardi e dal cuore indurito” (1° lettura).

Nel vangelo, Gesù si presenta al suo paese, Nazaret, non come semplice cittadino; egli ci va con i suoi discepoli nel pieno esercizio della sua qualità di Rabbì, dotato di sapienza e di autorità fuori del comune. Tali sue qualità eccezionali sono poste in netto contrasto con la sua origine, la sua gente “si scandalizza di lui” e, avendolo sempre visto in mezzo a loro, non lo accetta per quello che lui veramente è.
S. Paolo dice che un Messia come Gesù “è follia per i Greci e scandalo per i Giudei” (1Cor 1,23).
Gran parte degli Ebrei non ha riconosciuto il Cristo, ma le ragioni che spiegano questo rifiuto toccano anche noi. Anche noi pretendiamo di salvarci da soli, di riporre la nostra fiducia solo nei mezzi esterni, di portare nel nostro culto più formalismo che interiorità, di respingere con le nostre interpretazioni troppo umane e troppo legate ad un particolare ambiente, l’universalità della nostra religione.. Anche noi cerchiamo di far tacere i profeti, perché ci scomodano dalle nostre posizioni acquisite e fanno saltare le nostre sicurezze.
Gesù non è venuto per confermarci nelle nostre sicurezze, la sua persona è sempre un segno di contraddizione, la sua parola provoca a fare delle scelte anche contro corrente, a comprometterci.
Quanto più l’uomo rifiuta la rivelazione sempre nuova di Dio, tanto più diviene incapace di comunione con gli altri. E allora nascono fondamentalismi, campanilismi e chiusure che non sono secondo lo spirito del vangelo.

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