Vangelo della domenica (7-02-1016)

UNA COMUNITA’ MISSIONARIA

V dom to anno cVocazione profetica e missione sono le parole chiave che riassumono un tratto essenziale dell’esperienza cristiana. Il vangelo oggi proclamato mostra Gesù in un atteggiamento che richiama quello del Risorto: infonde coraggio ai suoi discepoli, li invita a non avere paura, affida loro la missione di diventare “pescatori di uomini”. Il potere che Gesù ha mostrato nell’evento della pesca miracolosa diventerà anche quello di Pietro e della comunità cristiana nel loro futuro ministero missionario: essere testimoni del vangelo nella storia dell’umanità. Chi accoglie la chiamata è consapevole di essere depositario di una missione, nonostante le sue debolezze: continuare l’opera di evangelizzazione da lui iniziata. Il sentimento della riconoscenza contraddistingue la risposta accogliente a tale chiamata.


Il vangelo racconta la chiamata dei primi discepoli, con al centro, in particolare, il ruolo di Pietro, messo di fronte a questo compito di essere £pescatore di uomini”. La metafora della pesca ci parla della fatica dell’annuncio, ma anche della presenza del Signore, che infonda forza alle paroile e coraggio per la testimonianza. Risuona chiaro l’invito a “non temere”.
In modo simile la vocazione del profeta Isaia è al centro della prima lettura. Il profeta è consapevole della santità di Dio, davanti alla quale avverte tutta la propria piccolezza. Tuttavia, purificato dal Signore, si pone a disposizione del compito che gli verrà affidato.
Nella missione tutto dipende dalla grazia di Dio. E’ questa la conclusione della seconda lettura, nella quale Paolo riconduce il suo ed ogni apostolato alla iniziativa gratuita di Dio. Egli per primo può testimoniare che la sua fatica per il vangelo è possibile solo perché sorretto dalla forza che gli viene da Dio.

Scarica foglietto della domenica

Archivi

Visite

Visite 1.034

Giorni nell'intervallo 28

Media visite giornaliere 37

Da una qualsiasi SERP 0

IP unici 433

Ultimi 30 minuti 0

Oggi 6

Ieri 19