Vangelo della domenica (8-06-2014)

PENTECOSTE
LA CHIESA VIVE NELLO SPIRITO SANTO

Durante il tempo pasquale la liturgia ci ha fatto meditare sulla presenza del Risorto nella chiesa, sul dono dello Spirito, sulla chiesa in quanto segno della vita nuova nata dalla Pasqua del Signore. Nella Pentecoste, la parola di Dio ci presenta la nuova realtà della chiesa, frutto della risurrezione e dono dello Spirito. Il racconto che Luca fa della discesa dello Spirito Santo sui discepoli e Maria, riuniti nel cenacolo, richiama l’alleanza che Dio aveva stabilito col popolo ebraico, attraverso Mosè, sul Sinai al momento della consegna della legge.
Quella era una alleanza provvisoria, segno di quella che si sarebbe stabilita con Gesù. Questa è nuova e definitiva, fondata non più su una legge scritta su tavole di pietra, ma nell’azione dello Spirito di Dio.
Senza lo Spirito Santo, nella chiesa, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il vangelo una lettera morta, la chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un arcaismo, e l’agire morale un agire da schiavi.
Ma nello Spirito Santo il cosmo è mobilitato per la generazione del regno, il Cristo risorto si fa presente, il vangelo si fa potenza e vita, la chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano viene deificato.
Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati a collaborare con lo Spirito per rinnovare il mondo attraverso l’annuncio e la testimonianza della salvezza nell’attività quotidiana. Per questo la chiesa si struttura e prende forma attraverso doni, compiti, servizi che hanno tutti l’unica sorgente nello Spirito del Padre e del Figlio..
Tutto poi è fatto convergere dal medesimo Spirito all’”utilità comune” (2a lettura). In tal modo la pienezza e la ricca vitalità dello Spirito si manifesta attraverso una chiesa aperta a tutti per testimoniare nelle opere dei credenti la presenza di Dio nel mondo.
Una chiesa chiusa in se stessa, legata alle tradizioni ripetitive, diffidente verso tutto ciò che è nuovo, divisa in se stessa dalle ideologie, gli interessi e le chiacchiere, è una chiesa senza lo Spirito, cioè, non è chiesa.
La Pentecoste non è finita: essa continua quando la vita dei cristiani si svolge sotto il segno dello Spirito. Ciascuno, infatti, vive sotto l’influsso dello Spirito del Battesimo e della Cresima: è sempre lo Spirito che conferma la nostra fede e la nostra unità ogni volta che noi partecipiamo all’Eucarestia, e l’invocazione dello Spirito, nelle preghiere eucaristiche, ci ricorda l’intervento dello Spirito  non soltanto nella trasformazione del pane e del vino, ma anche per la solidità della nostra fede e la nostra unità nella chiesa.
Non c’è una riunione di preghiera, una liturgia della Parola in cui lo Spirito non agisca per permettere di pregare e di dialogare col Signore reso presente in mezzo a noi mediante la forza dello Spirito che dà la vita alla parola proclamata.

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