Vangelo della domenica (9-02-2014)

5a DOM. DEL TEMPO ORDINARIO
SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO

Il vangelo di oggi presenta due notissime immagini che descrivono la condizione dei discepoli nella storia, e cioè: sale e luce. Nella Bibbia il sale, che gà sapore ai cibi, li purifica e li conserva, è espressione simbolica della sapienza. Prima della riforma liturgica, all’inizio del rito del Battesimo, veniva benedetto il sale e ne veniva posto una piccola quantità sulla lingua del battezzando, e il sacerdote pregava perché, intimamente penetrato dal sale, segno della sapienza, fosse liberato dalla corruzione delle passioni e attratto dal profumo degli insegnamenti divini, fosse felice di servire Dio nella santa chiesa, crescendo di giorno in giorno nel bene. La prima funzione dei battezzati è quella di essere portatori di sapienza nel mondo, perché venga trasformato dalla loro fecondità.
Quanto è necessaria, oggi, questa funzione, considerata l’assoluta superficialità nell’agire, quanto nel pensare di molte persone, comprese quelle che hanno visibilità e autorità! Questo resta uno dei compiti essenziali del cristiano e delle comunità, che va arricchito e conservato ponendosi in continuo ascolto della parola di Dio. Se non si avverte la necessità e l’urgenza di questo compito, si diventa come sale insipido, che non serve più a nulla. L’immagine della luce è assai più familiare alla sacra scrittura, soprattutto quella proclamata nel tempo di Natale. Ed è frequente anche nella teologia e nel magistero della chiesa: Una delle più importanti costituzioni del concilio Vaticano II è la “Lumen Gentium”, luce delle genti, riferito a Cristo, alla chiesa ed ad ogni singolo credente. Il compito che viene richiamato è quello della visibilità. Se si rimane nascosti non si è coerenti con l’insegnamento evangelico, non per esigenze di semplice ostentazione e pubblicità, ma di linearità e di chiarezza di appartenenza, oggi così indispensabili ai fini di una veridicità evangelica. Tale luminosità è determinata dalle opere, soprattutto dalle opere di carità, perché gli uomini “vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”. Non bisogna attendersi, dalle opere di carità, un ritorno a nostro favore, ma una lode a Dio.

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