Vangelo della domenica (9-08-2015)

“IO SONO IL PANE DELLA VITA”

dom XIX to anno bLa parola di Dio di questa domenica ci pone una domanda fondamentale: “La fede è dono di Dio o dipende dagli uomini?” Nell’esperienza di Elia fa tutto l’angelo di Dio: porta al profeta stanco e addormentato il nutrimento per riprendere il cammino (prima lettura). Gesù afferma che nessuno può arrivare a lui se non lo attira il Padre. E allora, la fede dipende solo da Dio o anche dall’uomo?
E’ una domanda ingannevole, perché considera la fede come una “cosa”, un  “oggetto”, una specie di “pacco regalo” che dipende solo da colui che fa il dono, e non anche da colui che lo riceve.

La fede non è una cosa, ma una relazione di vita con Qualcuno; quindi non la si può avere indipendentemente dalla volontà di entrambe le persone coinvolte (io e Dio). Credere, infatti, è entrare in relazione con Dio, seguirlo, costruire la vita sulla “roccia della sua parola”. E se l’uomo non lo vuole, se preferisce costruire la sua vita “sulla sabbia”, Dio non lo obbligherà a ricevere il dono del suo amore.
Dire che la fede è un dono di Dio significa due cose fondamentali: Dio (Lui sì!) è sempre disponibile a entrare in relazione con ogni uomo, lo cerca e lo ama per primo. Nello stesso tempo, proprio perché la fede è un dono e non una violenza, la relazione con Dio chiede l’impegno della decisione libera dell’uomo. Non si può obbligare nessuno ad amare un’altra persona, neppure Dio!
S. Agostino diceva: “Quel Dio che ti ha creato senza di te, non può e non vuole salvarti senza di te”.
C’è un dono che Dio fa, prima che noi possiamo decidere di scegliere. Così è la vita: nessuno ha scelto di nascere, ma siamo tutti chiamati alla vita perché qualcun altro ha scelto.
Anche Elia ha dovuto decidere se mangiare e bere quel nutrimento che gli è stato portato… e ha dovuto anche decidere se riprendere il cammino. Così i Giudei, di fronte al dono della presenza di Gesù, sono rimasti perplessi e hanno deciso loro di non fidarsi di questo strano maestro.
La fede, essendo un dono d’amore tra Dio e l’uomo, richiede sempre la risposta libera dell’uomo, che deve decidere se e come accogliere nella sua vita la presenza di Dio come un dono a cui poter affidare la propria esistenza.

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