attualità (11-11-2018)

UNA CHIESA POVERA E PER I POVERI

Il tema della Chiesa povera, ripetuto con insistenza da papa Francesco, ha radici profonde nel Concilio Ecumenico Vaticano II°. Il suo grido “Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!” riprende il principio conciliare: “Come Cristo, così la Chiesa” (LG 8). Purtroppo il suo insegnamento risuona come nuovo e irritante per le orecchie di molti. È perché la Chiesa ha faticato ad assumere la lezione conciliare in genere, quella sulla povertà della Chiesa in particolare. D’altra parte, basta seguire la declinazione della Chiesa povera di questi anni, per rendersi conto di come sia diventata un tema marginale dopo il Concilio. Il tema è quasi del tutto scomparso dal dibattito teologico e dal vissuto ecclesiale, anche perché “puzzava” di Teologia della Liberazione”. In effetti, la Chiesa dei poveri è diventata subito un banco di prova per la Chiesa in America Latina alle prese con dittature che domandavano la contiguità se non la complicità della Chiesa per rinforzare il loro potere. La Chiesa ha avuto coraggio in quel frangente, prendendo la strada del Vangelo.
Le conferenze dell’episcopato latino-americano (Medellin nel 1968 e Puebla nel 1979), nell’intento di attuare il Vaticano II°, hanno affermato la scelta preferenziale per i poveri. Nel frattempo, non solo quella Chiesa sviluppava la Teologia della liberazione, assumendo la critica marxista del sistema come strumento di lettura della realtà, ma molti vescovi, preti e laici testimoniavano la loro fedeltà al Vangelo, torturati e non pochi ammazzati in nome della dottrina (!) della sicurezza nazionale.
Interrotto con la Conferenza di Santo Domingo (1992), e osteggiato da un episcopato al quale si chiedeva una restaurazione dei valori cattolici tradizionali, il tema della Chiesa povera per i poveri è riemerso nella V° Conferenza dell’episcopato latino-americano ad Aparecida (2007). Si sa che il redattore del Documento finale è stato l’allora Cardinale Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires.
Di qui a Evangelii Gaudium, il passo per una “Chiesa in uscita” è breve.
Don Tonino Bello parlava della “Chiesa del grembiule, che lascia o tralascia i segni del potere, per scegliere il potere dei segni”.

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