Attualità (12-01-2020)

UNA FESTA “NATALIZIA”

Un proverbio dice: “L’Epifania tutte le feste porta via”. In realtà la festa del Battesimo del Signore è l’ultima festa del tempo di Natale. E’ vero che lo scenario è cambiato. Non c’è la grotta, la mangiatoia e i pastori. E Gesù, ora, è adulto. E tuttavia questo episodio ci fa intendere meglio il senso del Natale. La liturgia ci fa contemplare il mistero dell’incarnazione attraverso tre quadri.
Nel Natale Gesù nasce a Betlemme, la città di Davide. Non solo per il censimento, ma perché proprio lui è il “discendente di Davide”, il Messia atteso. Nasce povero e a riconoscerlo sono dei poveri, i pastori. In loro riconosciamo tutti quelli che appartengono al popolo di Israele e che hanno atteso e accolto il Messia. Ma Gesù non è venuto solo per Israele. Egli è il salvatore di tutti gli uomini. Così nell’Epifania abbiamo ricordato quegli strani e misteriosi personaggi che vengono da lontano, seguendo una stella, e giungono fino a Gesù. I doni che gli offrono mostrano come in lui, ancora bambino, riconoscono il Signore del mondo. In quei magi siamo rappresentati tutti noi che, senza appartenere a Israele, abbiamo creduto in Gesù e lo riconosciamo come il nostro Signore.
Anche il Battesimo è una scena di “manifestazione”. Con una novità, però: essa prelude direttamente ad una “missione”. Lo Spirito che discende come colomba, la voce del Padre che riconosce il Figlio “confermano” in Gesù l’intenzione di dare inizio alla sua predicazione pubblica. Mescolato nella folla dei peccatori che vanno dal Battista, può essere confuso come uno di loro. Uomo tra gli uomini egli viene riconosciuto come il Figlio, venuto a realizzare il progetto di amore che il Padre gli ha affidato. In questo modo incarnazione e missione vengono saldamente congiunte.
Gesù viene per offrire misericordia, non per condannare, viene per rialzare chi vacilla, non per abbattere chi è fragile. Viene a portare un annuncio di gioia, non la notizia del giudizio. Se il Figlio si è fatto uomo è per condividere la nostra vita e per trasfigurare le nostre esistenze.

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