Attualità (17-05-2015)

La rivoluzione che cominciò
al supermercato

Per molto tempo mi sono chiesta cosa potessi fare nel mio piccolo per cambiare questo mondo, per restituirlo a mio figlio migliore di come l’ho trovato. Ho cominciato a farmi domande sulle azioni quotidiane, quelle che svolgiamo troppo spesso con sciattezza e non curanza. Mi è balzato agli occhi il gesto della mano che getta nel carrello del supermercato alimenti come ‘oggetti’. Prendi da uno scaffale e non presti attenzione a quello che compri, forse il prezzo è degno di considerazione, ma non il resto… Allora ho cominciato a chiedermi, cosa c’è chiuso in questo sacchetto, cosa, oltre l’apparente contenuto?
Non è bello quello che ho scoperto.
Sono venuta a conoscenza di prodotti per bambini con ingredienti che non dareste neppure al vostro peggior nemico, ho saputo di multinazionali che lucrano sulla nostra salute, che spacciano cibo legalmente avvelenato. Ho saputo di bambini, si bambini esattamente come i nostri, sfruttati per la nostra ricchezza. Ho saputo di ettari ed ettari di foresta spazzata via. Lo so, non sono novità queste, ma la novità è che IO mi sono indignata e ho detto BASTA.
Al supermercato ora leggo le etichette, non compro nulla che non conosca, non accetto sigle anonime, autoproduco il più possibile gli alimenti di cui faccio uso, boicotto volontariamente e con molto gusto, tutto quello che ha il sapore dello sfruttamento.
Chiedetevi, se fossimo tutti più attenti, non pensate anche voi che potremmo fare la differenza?
Un’ antropologa una volta ha scritto:
“Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In fondo è così che è sempre andata” Margaret Mead – 1935
Vi do appuntamento al prossimo articolo, mi diletterò a darvi informazioni utlili sul mondo dell’alimentazione e dispenserò, di tanto in tanto, qualche deliziosa ricetta.
A presto!
Mariarosaria Fimiani

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