Attualità (19-05-2019)

DUE IDEE DI EUROPA

Le elezioni europee di domenica prossima ci danno la possibilità di scegliere tra due idee di Europa. Quella ispirata ai valori della solidarietà e della cooperazione, e quella ispirata ai sovranismi degli Stati. Dobbiamo chiederci che cosa vogliamo per il nostro futuro, per quello dei nostri figli e nipoti. Il progetto originale, L’Europa casa delle minoranze, deve realizzare una maggiore equità per tutti, resta il migliore e va ripreso con slancio e determinazione.Queste elezioni sono decisive. E’ vero che non si è fatto abbastanza, ma l’Europa degli Stati sovrani che lottano tra di loro per la supremazia non può che peggiorare la situazione. Pensiamo alla pace, che da oltre 70 anni regna all’interno dei nostri confini, ma fuori dall’Europa guerre sanguinose e fratricide hanno falciato intere generazioni di giovani, studenti, donne, uomini e bambini. Nulla è per sempre se non si vigila e non ci si impegna, tanto meno i diritti. Pensiamo al tema migratorio: le migrazioni non sono un fenomeno destinato a sparire. O noi accettiamo che i migranti sui barconi restino in mare, che i profughi siano restituiti alla Libia, e facciano, quindi, ritorno nei campi di detenzione dai quali sono fuggiti, o ci impegniamo in vere politiche comunitarie per riportare la pace e la stabilità in Libia, prima condizione necessaria per ritrovare un interlocutore vero con cui aprire un dialogo costruttivo. E se l’Europa unita non torna ad occuparsi di Africa, senza che prevalga l’interesse dei singoli paesi, come è stato fino ad oggi, come è possibile pensare di ragionare di flussi migratori ordinati che prevedano i corridoi umanitari per i più fragili, come i minori e le donne? E come si può pensare di “aiutarli a casa loro” se l’Europa non è protagonista di politiche di sviluppo nel continente africano? E così anche per il tema ambientale, dell’armonizzazione fiscale, della tutela delle fasce più deboli. Solo rafforzando l’Europa riusciremo a difendere un po’ di reale sovranismo, a tutela della nostra democrazia mentre nel mondo si affermano forme di governo sempre più autoritarie.

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